Manovra correttiva, ora non la esclude nemmeno la Lega

"Vedremo nei prossimi mesi", ha risposto ieri Giorgetti a chi gli chiedeva se i dati negativi sulla crescita costringeranno il governo a rimettere mano agli obiettivi di finanza pubblica

Ipotesi se ne sono fatte e se ne continuano a fare tante: utilizzo del bonus Renzi da 80 euro per ampliare la Flat Tax, manovra correttiva fra i 6 e i 9 miliardi, lo spettro di una patrimoniale, l’aumento dell’Iva. Quel che è certo è che, passata la burrasca del caso Diciotti, in Primavera il governo dovrà presentare il Def a Bruxelles e mettere nero su bianco come intende reperire risorse, consedirando che le clausole di salvaguardia sull’aumento dell’Iva sono state scaricate proprio sul 2020.

L’ipotesi di una manovra correttiva non è più esclusa nemmeno dalla Lega, nella fattispecie dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Giancarlo Giorgetti. “Questo è un altro problema e lo vedremo nei prossimi mesi”, ha risposto ieri Giorgetti a chi gli chiedeva se i dati negativi sulla crescita costringeranno il governo a rimettere mano agli obiettivi di finanza pubblica.

In primavera potrebbe servire una correzione tra i sette e i 15 miliardi. L’obiettivo deficit/Pil per il 2019 è del 2,04%. Un obiettivo “compatibile con un tasso di crescita del Pil pari al +1,0%”, spiega Renato Brunetta, responsabile politica economica di Forza Italia a Il Giornale. “Dopo il pesante peggioramento del quadro macroeconomico, con i principali previsori che ormai stimano una crescita pari a zero per quest’anno, è ormai scontato che quell’1,0% non sia raggiungibile. La conseguenza è un peggioramento anche degli indicatori di finanza pubblica, in primis del rapporto deficit/Pil, che dovrebbe aumentare al 2,5-3,0%”.

Di qui la necessità di una correzione la cui entità dovrebbe essere tra il mezzo punto e il punto percentuale di Pil.

Manovra correttiva, ora non la esclude nemmeno la Lega