Manovra, Conte a Bruxelles giocherà la carta francese

Conte porterà un dettagliato dossier al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker per convincerlo sulla bontà della Manovra, scongiurando una procedura d’infrazione

(Teleborsa) – Il confronto decisivo è fissato per oggi alle 16 a Palazzo Berlaymont, il quartier generale dell’esecutivo comunitario, a Bruxelles. Un incontro che, nelle parole della portavoce della Commissione Mina Andreeva, ha l’obiettivo di “continuare il dialogo virtuoso” in corso fra il governo e la Commissione sulla manovra italiana.

Conte, come ha affermato ieri alla Camera, non porterà con sé “nessun libro dei sogni” ma un dettagliato dossier che illustrerà al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker per convincerlo sulla bontà della Manovra, scongiurando una procedura d’infrazione.

Nell’attesa, ieri, il vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ha ribadito che se l’Italia non avrà fatto delle correzioni considerevoli, l’Ue procederà come previsto con i prossimi passi della procedura.

Al tavolo dove siederanno il presidente Conte e il ministro Tria da una parte, e Juncker e Moscovici dall’altra, ci sarà un anche la virtuale presenza della Francia. Il presidente francese Emmanuel Macron, annunciando misure il cui finanziamento dovrebbe prevedere un aumento del deficit oltre il 3%, ha, infatti, fornito un argomento in più all’Italia per avvalorare la propria Manovra.

Un punto cruciale per il ministro dell’Interno Matteo Salvini per il quale se l’Ue dovesse fare “finta di niente di fronte alle richieste miliardarie che arrivano da un Macron in evidente difficoltà” mentre, invece, continua a fare “le pulci in tasca agli italiani”, questo sancirebbe “la fine di questa Unione europea”. Sulla questione si è già espresso il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, sottolineando che un eventuale sforamento francese “può essere preso in considerazione”, anche se in modo “limitato, temporaneo ed eccezionale”, ma semplicemente perché l’accostamento tra Italia e Francia “è allettante ma sbagliato, perché le situazioni sono totalmente diverse”.

Ieri, a 24 ore dall’incontro a Bruxelles, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intervenendo al Welfare Italia Forum 2018, ha ribadito la sua idea. “Se sarà possibile trovare un accordo con l’Unione europea – ha affermato Tria – sarebbe preferibile destinare i risparmi alla riduzione del deficit. Non perché non serva una politica espansiva ma poiché c’è un’incertezza dei mercati e bisogna recuperare la fiducia”. “Non sempre – ha aggiunto il responsabile dell’Economia – quello che si vuole fare si fa e se non si è fatto vuol dire che non si poteva fare”. Entrando negli aspetti più tecnici Tria ha spiegato che reddito di cittadinanza e quota 100 “avranno un costo inferiore a quello preventivato” e “sono possibili altri tipi di risparmi e correzioni, che si stanno studiando”. Misure che, ha aggiunto Tria, possono “portare a un mutamento dei saldi oppure possono consentire di mettere queste risorse sugli investimenti”. A Palazzo Chigi – ha spiegato il Ministro – “stiamo studiando cosa fare sul piano delle dismissioni, soprattutto quelle immobiliari, perché sono quelle che contano sul deficit”.

Se Bruxelles attende di vedere le cifre e un rapporto deficit/Pil ritoccato al ribasso, da Palazzo Chigi fanno sapere che “qualcosa di nuovo c’è” anche se, afferma Tria, “la manovra non sarà rivoluzionata”.

Seppur la giornata di oggi potrebbe segnare il destino della Manovra italiana, per arrivare a un accordo tra Roma e Bruxelles, formalmente, c’è tempo fino al 19 dicembre, quando si riunirà il collegio dei Commissari.

 

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