Bonus e assegni di maternità per mamme disoccupate

Non solo le mamme lavoratrici, ma anche quelle disoccupate hanno diritto ad agevolazioni fiscali per i figli: ecco quali

Avere un figlio, oltre ad essere una gioia immensa, è anche un impegno sia a livello pratico, sia a livello economico. Tuttavia, negli ultimi anni sono stati previsti dei bonus per mamme disoccupate, al fine di alleviare le spese famigliari e di contribuire a far aumentare alle nascite, considerato che nella nostra nazione il tasso di natalità è molto basse e, al contrario, l’età media continua ad aumentare.

Bisogna però sapere che le agevolazioni e i bonus in caso di maternità sono più di uno: a seconda della situazione in cui ci si trova, si può richiedere l’agevolazione adatta al proprio caso.

Tutti i bonus mamme 2019

Le agevolazioni sono diverse e non vanno confuse tra di loro: la possibilità di goderne dipende dalla situazione lavorativa e dal reddito. In linea di massima, per poter accedere a questi bonus è quasi sempre necessario avere un reddito famigliare complessivo, o un reddito calcolato tramite l’ISEE, che non superi una certa soglia.

Assegno di maternità dei Comuni

Quello che comunemente viene chiamato bonus per casalinghe disoccupate è una prestazione a carico dei comuni, ma che viene pagato dall’INPS. Per poter accedere a questo assegno di maternità per disoccupate sono necessari i seguenti requisiti:

  • avere avuto un figlio, oppure averlo adottato o averlo ricevuto in affido;
  • essere disoccupata e non avere lavorato né versato contributi per più di 3 mesi nell’ultimo anno e mezzo;
  • avere un reddito famigliare ISEE non superiore ai 17.330,01;
  • essere cittadina italiana o in possesso di permesso di soggiorno.

In realtà, anche se spesso viene considerato solo per casalinghe, è un bonus per mamme che non lavorano per scelta oppure perché disoccupate, ma non necessariamente casalinghe. L’importo del bonus mamma disoccupata non è fisso, ma varia di anno in anno a seconda dell’indice ISTAT. Attualmente consiste in 346,39€ al mese per 5 mensilità, per un totale di 1.731,95€. Per ottenerlo bisogna fare domanda al Comune di residenza attraverso un CAF.

Assegno di maternità dello Stato

Questo tipo di agevolazione è invece destinata alle mamme lavoratrici o precarie che abbiano maturato contributi per più di tre mesi negli ultimi diciotto. Se si è disoccupate ma si sono pagati contributi per almeno 3 mesi nell’ultimo anno e mezzo, si ha comunque diritto. In questo caso l’assegno viene pagato dallo Stato attraverso l’INPS, al quale bisogna fare domanda telematica. Anche in questo caso non bisogna avere un ISEE famigliare superiore ai 17.330,01€ e l’importo mensile è di 346,49€ per 5 mesi. L’assegni di maternità dello Stato e l’assegno di maternità dei Comuni non sono cumulabili.

Bonus bebè

Il bonus bebè è una ulteriore agevolazione che prescinde dalla situazione lavorativa, ma è dipendente dal reddito ISEE. Istituto nel 2015, questo bonus è attualmente stato prorogato fino al 31.12.2019. Si tratta di un assegno di importo pari a 80,00€ mensili per 12 mesi. Per poter accedere a questo bonus bisogna trovarsi nelle seguenti condizioni:

  • essere cittadini italiani o in possesso del permesso di soggiorno;
  • avere avuto un figlio, o averlo adottato o ricevuto in affido;
  • avere un reddito famigliare ISEE inferiore ai 25.000€;
  • avere fatto domanda per il bonus entro 90 giorni dalla nascita del bambino;

Nel caso in cui il reddito ISEE sia inferiore ai 7.000€, l’importo dell’assegno sarà di 160,00€ mensili, sempre per 12 mensilità.

Altre agevolazioni per la maternità

Esistono poi altre agevolazioni per donne in gravidanza disoccupate e non: è il caso del cosiddetto bonus mamma domani: si tratta di un assegno di 800,00€ erogato una tantum al settimo mese di gravidanza. In questo caso non è necessario trovarsi in situazioni particolari, se non l’avere la residenza e la cittadinanza italiana (o il permesso di soggiorno) e l’essere in gravidanza, oppure avere adottato un bambino o averlo ricevuto in affido.

Bisognerà presentare domanda all’INPS, con i documenti che attestino la gravidanza o l’adozione o l’affido, entro un anno dalla nascita o dall’entrata in famiglia. Infine, esiste anche il bonus asilo: si tratta di una agevolazione che prevede il rimborso di una parte della retta dell’asilo nido. Viene erogato dall’INPS e non dipende dal reddito. L’importo massimo mensile rimborsabile è di 90,91€ per un massimo annuale di 1.000,00€.

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