Madonna, Bono, Elisabetta: i ‘Paradise Papers’ e i soldi nascosti dei vip

Arrivano nuove rivelazioni sui vip che hanno investito i loro soldi nei paradisi off-shore

Dopo la recente vicenda dei Panama Papers, una nuova ondata di rivelazioni sugli affari nei paradisi fiscali sta per abbattersi su 120 politici di tutto il mondo, imprenditori, reali e istituti religiosi. I segreti sono nascosti nei 13 milioni di documenti acquisiti dalla testata tedesca Suddeutsche Zeitung e dal consorzio internazionale di giornalismo investigativo.

Tra loro, popstar come Madonna e Bono degli U2, politici e reali la regina Rania di Giordania e la regina Elisabetta, ma anche un ministro di Donald Trump, il tesoriere del primo ministro canadese Justin Trudeau e il finanziere George Soros.

IMBARAZZO A BUCKINGHAM PALACE – Tra gli investimenti ai Caraibi ci sarebbero anche milioni di sterline di profitti generati da proprietà private della regina Elisabetta, che risulta aver investito ingenti somme nel paradiso fiscale della Cayman attraverso il Ducato di Lancaster. Imbarazzo pure per Lord Ashcroft, businessman ed ex dirigente del Partito Conservatore britannico, che avrebbe a sua volta nascosto una fortuna pari a 450 milioni su conti offshore. Ad aggravare la situazione c’è il fatto che, sebbene probabilmente in modo legale, questo denaro della regina sarebbe stato investito negli ultimi 12 anni (dopo il passaggio offshore) anche in catene commerciali come Threshers e BrightHouse, criticate da tempo per il presunto sfruttamento di lavoratori, famiglie povere e persone vulnerabili.

I RAPPORTI RUSSIA-TRUMP – Nei documenti riservati emergerebbero i rapporti tra la Russia e il ministro per il commercio, Wilbur Ross, uno dei più stretti collaboratori di Trump. Ross ha partecipazioni nella società di trasporti Navigator Gas. Avrebbe ricevuto circa 68 milioni di dollari dalla Sibur azienda di energia che ha tra gli azionisti Kirill Shamalov, genero di Putin.

IL CANADA DI TRUDEAU – Nei “Paradise papers” emergerebbero anche gli affari di Stephen Bronfman responsabile della raccolta fondi del premier canadese Justin Trudeau, che ha fatto della lotta all’evasione il cavallo di battaglia della campagna elettorale. Proprio la società di investimenti di Bronfman, la Claridge’s, avrebbe aiutato altri imprenditori a spostare milioni di dollari nei paradisi fiscali con lo scopo di evitare di pagare tasse in Canada, Stati uniti e Israele.

Tra le carte anche i meccanismi societari che avrebbero consentito ai colossi Apple, Nike, Uber di risparmiare sulle tasse. Per quanto concerne i segreti che riguardano imprenditori e aziende italiane, che operano in settori sensibili e strategici, saranno svelati in esclusiva per la televisione italiana dalla trasmissione di Raitre “Report” e per la carta stampata dal settimanale “l’Espresso”.

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