Made in Italy, c’è la legge anticontraffazione

È stato approvato in prima lettura alla Camera il provvedimento anticontraffazione

È stato approvato in prima lettura alla Camera il provvedimento per l’introduzione di un sistema di tracciabilità dei prodotti finalizzato alla tutela del consumatore.

Con questo provvedimento, tutti i prodotti potranno essere identificati tramite codici non replicabili che conterranno riferimenti ai dati del produttore e alle varie fasi di lavorazione. Si prevede che tale sistema possa in futuro anche essere esteso alle applicazioni per smartphone e tablet. L’obiettivo è certificare l’origine e la qualità della manifattura Made in Italy con nuovi sistemi di etichettatura anticontraffazione e a sostenere la piccola e media impresa, le reti di impresa e le start-up, nonché a promuovere la trasparenza dell’informazione ai consumatori, la proposta di legge “Disposizioni per l’introduzione di un sistema di tracciabilità dei prodotti finalizzato alla tutela del consumatore”, approvata alla Camera nei giorni scorsi. La legge passa ora al Senato.

“Il testo – dice il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonio Gentile, che ha seguìto il provvedimento per conto del Governo negli ultimi mesi – ha tra le sue principali finalità quello di tutela dei consumatori, i quali potranno accedere agevolmente alle informazioni sui prodotti acquistati attraverso il collegamento ad un codice identificativo a barre, conoscendone la provenienza, e avendo notizia sulle materie prime utilizzate e sul processo di lavorazione grazie all’introduzione di un sistema di tracciabilità”.

Contributi alle imprese
La proposta prevede l’introduzione di sistemi di tracciabilità mediante l’uso di codici non replicabili, sistemi di etichettatura e certificazione basati su QR-code, finanziati grazie a degli appositi contributi concessi alle imprese, in particolare alle PMI. I consumatori potranno comodamente verificare l’autenticità dei prodotti utilizzando un semplice smartphone o tablet. Tale sistema di tracciabilità dovrà essere valido in Italia, ovviamente, ma anche in tutto il mondo. I contributi potranno essere attribuiti a micro, piccole e medie imprese, a distretti produttivi, a forme aggregative di imprese, quali consorzi, anche in forma di società, a raggruppamenti temporanei di impresa, a contratti di rete, alle start-up innovative, nonché a imprese agricole e della pesca, fino ad una quota pari a 20 milioni di euro.

Sanzioni
Vengono inoltre previste delle sanzioni, in base all’articolo 517 del codice penale che sanziona il diritto di vendita dei prodotti industriali con segni mendaci.

Reazioni
Una proposta di legge di cui è primo firmatario l’On. Angelo Senaldi accolta con benevolenza da Confartigianato e dal suo Presidente, Giorgio Merletti, che ricorda i numeri del Made in Italy:
«319.000 imprese artigiane manifatturiere con 972.000 addetti che producono l’eccellenza manifatturiera apprezzata nel mondo. Nel 2015 gli artigiani e le piccole e micro imprese italiane hanno esportato prodotti per un valore di 115,9 miliardi di euro, massimo storico, pari al 7,1% del PIL, con un aumento del 3,9% rispetto al 2014 (vd. Report Ufficio Studi Confartigianato). Con questi numeri, nessun Paese al mondo più dell’Italia ha il dovere di difendere e valorizzare l’identità dei propri prodotti».

Una proposta di legge che, spiega Merletti, «ha il merito di valorizzare gli aspetti distintivi della manifattura italiana, certificandone la filiera produttiva». Quello che serve ai nostri piccoli imprenditori per essere competitivi anche a livello internazionale sono norme nazionali ed europee che garantiscano la tracciabilità dei prodotti per identificarne l’origine e certificare l’identità del vero Made in Italy, consentendo al consumatore di distinguerli facilmente dalle imitazioni, dalle contraffazioni e dalla concorrenza sleale.

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