L’Unione europea archivia il TTIP: “Accordo impossibile”

Austria e Francia hanno avanzato la richiesta di archiviare i negoziati con gli Usa e di iniziarne di nuovi con nuove basi fondate su maggiore trasparenza

La firma all’accordo di libero scambio tra Ue e Usa “non è realistica” e “sempre più impossibile” prima che Barack Obama riconsegni le chiavi della Casa Bianca. “Anche perché “in tre anni su 30 capitoli non ne è stato chiuso nessuno”. E’ la valutazione del ministro slovacco dell’economia Peter Ziga, il cui paese detiene la presidenza di turno dell’Ue, dopo la riunione informale dei 28 a Bratislava.

Considerate le imminenti elezioni e le incognite che in Europa aleggiano ancora sul tema Brexit, sembra che di Ttip si tornerà a parlare con tempi molto cauti. “Se non ci sarà un accordo entro il 19 gennaio”, quando giungerà a termine la presidenza Obama, “allora ci sarà una pausa naturale” nei negoziati prima che la nuova amministrazione sia operativa, ha sottolineato la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem. “Dipenderà molto dal prossimo presidente americano, se il Ttip sarà tra le sue priorità”, quindi al momento “è molto difficile avere un’idea dei tempi”, ha ammesso la commissaria.

Intanto, Francia e Austria hanno chiesto di sospendere i negoziati e farli ripartire sotto un altro nome con obiettivi diversi, fondati su maggiore trasparenza. Ma si sono trovate isolate. Presente all’incontro nella capitale slovacca, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha giudicato “francamente ridicola” la proposta di ribattezzare il Ttip: “Non è che se lo chiamiamo in un altro modo i cittadini si sentono rassicurati, ma se facciamo vedere che tutte le cose che suscitano grandi preoccupazioni non sono in realtà quelle che ci saranno nel Ttip”.

A dare il colpo di grazia alle speranze dei sostenitori del Ttip è stato il presidente di turno dell’Unione, lo slovacco Peter Ziga, ministro dell’Economia, che ha definito “non realistico” l’obiettivo. A questo punto esultano gli oppositori di quello che potenzialmente sarebbe diventato il più grande accordo di libero commercio mondiale. Difficile, se non impossibile, che del Ttip si torni a parlare prima del 2020.

Peraltro un accordo come quello di libero scambio transatlantico, per entrare in vigore, prevede un iter lungo e complesso: raggiunta un’intesa su un testo consolidato – che come detto nel caso specifico è lontana -, serve l’approvazione del Parlamento europeo, del Consiglio dei ministri europei e dei 28 Parlamenti europei (formalmente la Gran Bretagna è ancora uno stato membro). Basta che uno solo dei soggetti in causa non ratifichi il testo perché il trattato naufraghi.

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