L’UE gela l’Italia: crescita al palo, più deficit e debito. Conte: “Stime ingenerose”

Nelle nuove previsioni economiche della Commissione Europea Italia maglia nera per crescita, occupazione e per gli investimenti

Un quadro a tinte fosche e ancora una bocciatura che si somma alla ormai lunga lista delle altre: nuova sforbiciata al Pil che quest’anno cresce dello 0,1%, occupazione che tira il freno a mano, debito ancora in aumento e deficit che nel 2020 sfora il 3% senza i 25 miliardi dell’aumento dell’Iva o misure equivalenti.

TRISTE PRIMATO – L’Italia chiude diverse classifiche dei Paesi Ue nelle nuove previsioni economiche della Commissione europea, rese note nella giornata di ieri, martedì 7 maggio : maglia nera per crescita, occupazione e per gli investimenti. 

La crescita sommessa e l’allentamento di bilancio – si legge nel report – intaccheranno i conti pubblici, con deficit e debito che saliranno fortemente”: nella nuova stima (che non comprende le clausole di salvaguardia con l’aumento dell’Iva), infatti, il deficit sale a 2,5% nel 2019 e 3,5% nel 2020, mentre il debito schizza a 133,7% quest’anno e 135,2% il prossimo quando in autunno la stima era di 131% e 131,1%.

Anche l’Europa non ride – Se, come detto, il BelPaese, è fanalino di coda in Ue per crescita, investimenti e occupazione, anche per il resto dell’Eurozona non sono tempi d’oro: la crescita continua infatti a frenare anche “a causa delle incertezze globali” con il “recente rallentamento della crescita e del commercio” mondiale.

Anche il Pil dell’Eurozona viene così rivisto al ribasso: +1,2% per il 2019 dall’1,3% delle stime di febbraio e +1,5% per l’Ue dal precedente +1,6%. In questo contesto la crescita “farà interamente affidamento sulla domanda interna”. Ciononostante, però, nel resto d’Europa disoccupazione e debito pubblico continuano a calare, mentre l’inflazione resta debole.

CONTE, STIME INGENEROSE – “Le previsioni della Commissione Ue mi sembrano a dir poco ingenerose perché lo 0,1 (di crescita del Pil, ndr) che ci viene accreditato, tenuto conto del dato uscito dal primo trimestre, significa che non cresceremo più e che le misure che abbiamo adottato con la manovra economica, decreto crescita e sblocca cantieri non consentiranno nessuna prospettiva di crescita economica”, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a margine di un evento a Milano.

 

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