Luci e ombre sul Bitcoin: l’attacco di Lagarde e Yellen

Sono proprio le autorità monetarie e fiscali a lanciare l'allarme, dopo aver "quasi" consacrato le criptovalute a moneta del futuro.

Il Bitcoin torna a far parlare di sé, questa volta in una accezione negativa, venendo accusato di essere uno strumento per il “riciclaggio” ed un asset “altamente speculativo”. Sono proprio le autorità monetarie e fiscali a lanciare l’allarme, dopo aver “quasi” consacrato le criptovalute a moneta del futuro.

Bitcoin sotto i massimi 

Attualmente, il Bitcoin scambia poco oltre i 34mila dollari, ben lontano dai record di oltre 41mila raggiunti la settimana dell’Epifania. Nell’ultima settimana la criptovaluta si è mossa in una banda di oscillazione fra 35mila e 37 mila dollari, consolidando dunque su questi livelli, al termine di una sostanzioso rally avviato nel corso dell’autunno e divenuto più marcato a dicembre.

Un rally che ha portato i detrattori a preannunciare la “consueta” caduta post natalizia, dal momento che negli ultimi anni la criptovaluta ha seguito un trend costante, accelerando nel mese di dicembre e correggendo pesantemente con l’Anno Nuovo.

Una correzione che ancora non è evidente in un mercato che è strutturalmente cambiato, con l’avvento degli “istituzionali” che ha rimpiazzato i “pionieri” della valuta elettronica.

Buffett ha sentenziato: “finiranno male”

Fra i “critici” del Bitcoin e delle criptovalute più in generale si erge il multimiliardario Warren Buffet, fondatore di Berkshire Hathaway, considerato un uomo d’affari di lungo corso ed un investitore che “ha il fiuto per gli affari”.

Non sono nuovi i suoi commenti al vetriolo sul Bitcoin, definito dallo squalo di Wall Street “un’illusione” o, piuttosto, “veleno per topi”, oltre che un asset che “attira ciarlatani”. L’ultima previsione catastrofica sulle criptovalute –  “posso dire quasi con certezza che finiranno male” – non lascia spazio a dubbi sul suo giudizio “da veterano”.

L’allarme di Lagarde e Yellen

Quel che ha destato più perplessità è che recentemente due pesi massimi si sono espressi a sfavore del Bitcoin, mettendo letteralmente al bando la valuta elettronica, che viene accusata di essere uno strumento utile per il “riciclaggio” di denaro sporco ed un asset “altamente speculativo”, tanto che si teme lo scoppio di una bolla.

E’ l’opinione espressa dalla Presidente della BCE, Christine Lagarde, secondo la quale il Bitcoin “ha creato alcuni business divertenti”, ma è un asset “speculativo”, spesso usato per il “riciclaggio”. Dopo appena una settimana parole analoghe sono state pronunciate da Janet Yellen, oggi a capo del Dipartimento del Tesoro nell’amministrazione Biden, ma meglio conosciuta come Presidente della Fed, che ha guidato fra il 2014 ed il 2018, traghettando la banca centrale dall’era Obama all’ammnistrazione Trump, prima di venir sostituita dall’attuale Presidente Jerome Powell.

Attività speculativa? Riciclaggio? Le massime autorità fiscali e monetarie stanno ora prendendo le distanze dalle criptovalute, dopo averle “quasi” consacrate a moneta del futuro, annunciando la creazione di una valuta elettronica ufficiale. Così si era espresso il Presidente della Fed Jerome Powell e la collega di Francoforte Christine Lagarde, preannunciando la nascita dell’euro digitale entro 5 anni.

Bolla pronta a scoppiare?

E così l’ascesa prepotente del Bitcoin e gli avvertimenti delle autorità internazionali hanno alimentato la percezione di un rischio bolla, certificare dall’ultimo sondaggio condotto da Deutsche Bank su un campione di oltre 600 professionisti della finanza. Questo ha rilevato infatti che l’89% degli investitori non crede che il rally della valuta virtuale sia duraturo e si profila dunque il rischio scoppio di una bolla.

Quel che è certo è che, se di bolla di tratti, la linfa vitale è arrivata proprio dalle banche centrali, che ora stanno demonizzando la criptovaluta. Il Bitcoin già da tempo sembra aver rimpiazzato l’oro come “bene rifugio” nei portafogli dei professionals e mantiene un’ottima correlazione sia con l’andamento della pandemia (numero di contagi) sia con le politiche “accomodanti” delle banche centrali che generanno inflazione.

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