Lotta all’evasione, il fisco “entra” nei conti correnti e allarga il paniere del redditometro

La manovra slega le mani al fisco. Potrà utilizzare i dati bancari per scovare nuovi evasori e non più solo come prova per indagini già avviate

La lotta all’evasione fiscale giustifica qualsiasi mezzo? E’ quello che si stanno chiedendo in molti vedendo le misure contenute nel maxiemendamento alla manovra in dirittura d’arrivo. Ammesso (e non concesso) che la caccia all’evasore sia uno degli obiettivi della prossima politica fiscale, resta il dubbio che, invece che su bersagli mirati, si preferisca sparare nel mucchio sperando di mettere qualcosa nel carniere.

Lo fanno pensare soprattutto le nuove regole sull’accesso alle informazioni bancarie da parte dell’amministrazione finanziaria. Ora il fisco potrà usare le banche dati come fonte diretta per selezionare i potenziali evasori e non solo, come accade ora, per avere conferme successive su specifici contribuenti sui quali è già in corso un’indagine. Fa una bella differenza. E’ come se la polizia, alla ricerca del colpevole di un delitto, potesse perquisire liberamente le case di tutti i cittadini e non fosse più costretta ad avere un mandato specifico per il singolo indiziato.

Controlli liberi nel “mucchio” dei correntisti

Le norme contenute nella manovra aprono le porte dell’Archivio dei rapporti con gli operatori finanziari. E’ una banca dati alimentata dalle comunicazioni periodiche degli intermediari finanziari (banche, società finanziarie ecc.) che sono obbligati a comunicare una serie di informazioni sui rapporti con i clienti-contribuenti.

Attualmente il fisco non può consultare liberamente questo archivio ma solo per ottenere dagli intermediari ulteriori prove nel corso di indagini finanziarie già avviate. Nella maggior parte dei casi è necessaria un’autorizzazione specifica.

Con le nuove regole invece l’Agenzia delle Entrate potrà attingere all’Archivio per raccogliere informazioni “preventive” e formare liste di controllo. I dati dell’archivio non serviranno più come conferma di comportamenti evasivi già indagati ma serviranno da innesco alle indagini stesse.

Redditometro, si allargano le indagini

Sempre sul versante della lotta all’evasione, sono in arrivo novità anche sul fronte del redditometro, cioè lo strumento per presumere i redditi in base al tenore di vita del contribuente.

In attesa di conoscere la composizione del “nuovo paniere” di beni che comporranno il redditometro, si nota già – come rileva Il Sole 24 Ore – qualche novità nella prassi operativa dell’Agenzia delle Entrate. Le indagini si concentrano, ad esempio, su indicatori presuntivi di reddito come le spese per il tempo libero (viaggi, circoli esclusivi, centri benessere), le spese per l’istruzione che superano i 5mila euro o i contributi previdenziali versati per i collaboratori domestici

Il fisco conserva, in altri termini, la facoltà di utilizzare elementi diversi da quelli previsti nella tabella ministeriale (auto, camper, natanti, cavalli da corsa, ecc.). Un altra “libertà” giustificata dal fine. (A.D.M.)

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