Governo: lotta al contante in 4 mosse

Il Governo studia quattro misure per incentivare i pagamenti elettronici. Obiettivo principale: combattere l'evasione fiscale e il ricilaggio

Uno degli obiettivi prioritari del nuovo Governo Conte sembra essere la lotta al contante.

Nei giorni immediatamente successivi al giuramento, infatti, sono arrivate diverse proposte (una anche di Confindustria) per disincentivare i consumatori all’utilizzo delle banconote e “dirottarli” verso la moneta elettronica. L’obiettivo dichiarato è quello di contrastare l’evasione fiscale (quella IVA in particolare) e i pagamenti in nero, facendo transitare il tutto attraverso mezzi e strumenti completamente tracciabili, che consentano all’autorità fiscale di monitarare i flussi di denaro e analizzare quelli più sospetti.

Le misure che l’Esecutivo sta vagliando variano da agevolazioni fiscali per chi decide di pagare con metodi tracciabili (tramite carta di credito e bonifico, come già accade per il bonus ristrutturazione e l’ecobonus, ad esempio) a tassazione sui prelievi di contanti, passando per l’incentivazione dell’utilizzo dei POS da parte dei commercianti. A queste diverse formule di incentivazione/disincentivazione, si uniscono poi le altre forme di controllo già attive, come i controlli sui prelievi agli sportelli bancari operati dalla Banca d’Italia.

La prima misura che il Governo vorrebbe mettere in campo per incentivare i pagamenti elettronici è una riforma delle deduzioni e detrazioni fiscali per la dichiarazione dei redditi che vada a premiare chi paga con bonifico o carta di credito. Tutte quelle spese che, sino a oggi, potevano essere detratte semplicemente presentando regolare fattura (come le spese mediche, quelle per lo studio, canoni di locazione e così via), dovranno essere effettuate con un metodo tracciabile, altrimenti non verranno accettate.

Altre due misure, invece, riguarderebbero direttamente gli esercenti. Da un lato, il Governo vuole eliminare le commissioni che i commercianti pagano agli istituti di credito per ogni singola transazione. Se il peso di queste commissioni è basso, o addirittura irrisorio, in caso di transazioni di svariate centinaia di euro, lo stesso non si può dire quando il cliente vuole pagare un caffé o un pacchetto di gomme con carta di credito. Per evitare che gli esercenti vedano ridurre il proprio margine di guadagno, l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte vuole intavolare una trattativa con l’ABI (Associazione bancaria italiana) per rivedere il sistema delle commissioni sulle transazioni elettroniche, provando ad abolirle per i cosiddetti micropagamenti.

Inoltre, il Governo vuole inasprire le sanzioni per i commercianti che non accettano pagamenti con POS. Anche se oggi è già presente l’obbligo di accettare carte di credito e bancomat per pagamenti superiori ai 30 euro, le sanzioni sono inesistenti o così basse da non costituire un “deterrente”. Si spera che, innalzando le sanzioni e rafforzando il sistema di controllo, siano sempre più le transazioni elettroniche all’interno dei locali commerciali (con conseguente calo dell’evasione IVA).

L’ultima iniziativa riguarda direttamente la Pubblica Amministrazione. Il Governo vuole ulteriormente rafforzare il sistema PagoPA, che consente di pagare tutte le pendenze con gli enti della PA (incluse le varie tasse e tariffe degli enti locali) con metodi elettronici.

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