L’Opec litiga e manda il petrolio a picco. Giù stime domanda

Colano a picco le quotazioni del petrolio, che perde circa un terzo del suo valore

Colano a picco le quotazioni del petrolio, che perde circa un terzo del suo valore, da quando la scorsa settimana è saltata la proposta di ridurre ulteriormente la produzione del greggio.

In apertura di giornata il prezzo del Brent del Mare del Nord è scillato a 31,30 dollari al barile per poi riassestarsi sopra i minimi a 35,55 dollari,. Il valore dwl greggio nordamericano WTI invece è sceso sino a 30 dollari per poi recuperare dai minimi attorno ai 32 USD/Barile. Insomma, dallo scorso venerdì, il petrolio ha registrato la performance peggiore dal periodo della Guerra del Golfo del 1991. Non che l’andamento precedente fosse brillante, ma questi cali a due cifre non si erano visti sul mercato.

IL CORONAVIRUS COLPISCE LA DOMANDA MONDIALE 

Uno dei fattori che certamente ha pesato sul greggio è l’emergenza Coronavirus, già dalla sua diffusione in Cina.

La grande economia asiatica infatti, è uno dei più grandi consumatori mondiali di prodotti energetici e la sua frenata dovuta all’epidemia scoppiata fra la fine di gennaio ed i primi di febbraio aveva già provocato un pesante calo delle quotazioni.

L’AIE COME L’OPEC RIDUCE STIME DOMANDA

Proprio oggi, l’AIE ha tagliato le stime sulla domanda per quest’anno, indicando per la prima volta una decrescita di 90 mila barili. contro una stima precedente che indicava una crescita di 825 mila. A pesare è appunto la frenata della Cina, primo importatore al mondo di greggio, causata dell’epidemia.

La scorsa settimana anche l’OPEC aveva ridotto le stime di crescita della domanda, per il “grave impatto” che il Coronavirus sta avendo a livello globale e sul settore aereo. Le previsioni sono state dimezzate ed il cartello prevede ora una crescita della domanda di 0,48 milioni di barili da 1,1 milioni indicati in precedenza.

L’OPEC PLUS LITIGA E FA SALTARE I TAGLI

A pesare è il mancato accordo Opec sul taglio alla produzione saltato a causa dei membri “esterni” che formano l’Opec+, guidati dalla Russia.

Uno sviluppo che ha inasprito i rapporti e che ha spinto l’Arabia Saudita ad effettuare sconti selvaggi ed abbassare i prezzi i 6/8 dollari.  L’inizio di una “guerra dei prezzi” fra produttori che rischia di far saltale la coalizione  OPEC+ a poco più di tre anni di cooperazione a sostegno del mercato.

In particolare, a preoccupare il mercato è la decisione del cartello dei paesi produttori di petrolio di eliminare qualsiasi limite alla produzione a partire dal 1° aprile, con l’intenzione dell’Arabia Saudita, secondo un’indiscrezione raccolta da Reuters, di far salire la propria produzione oltre i 10 milioni di barili al giorno (rispetto ai 9,7 attuali).

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