Lo spettro del prelievo forzoso aleggia sull’Europa. Come difendersi?

Per la trojka è la "clausola di salvaguardia", per i cittadini un incubo da cui difendersi

Lo ha ventilato in più di un’occasione il Fondo Monetario Internazionale, e nelle ultime settimane se n’è iniziato a parlare anche negli ovattati corridoi di Bruxelles in sede Unione Europea: il prelievo forzoso come panacea, o forse come extrema ratio, contro la crisi dei debiti sovrani degli Stati, con la Bce pronta ad intervenire anche sui conti correnti sotto i 100.000 euro. Modi per difendersi? Pochi, al massimo è possibile limitare i danni. Vediamo come.

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COS’E’ – A scanso di equivoci, il prelievo forzoso è una ‘tassa’ sul patrimonio, che viene applicata a quel denaro depositato da cittadini nelle banche. Lo Stato applica questa ‘tassa’ senza richiedere l’autorizzazione dei correntisti. Di solito è un sistema che viene utilizzato dagli Stati, per disporre di una fonte immediata di liquidità, in modo da affrontare una grave crisi finanziaria. La somma da prelevare in modo forzato viene calcolata sulla base di una percentuale in riferimento ai depositi stessi.

IL PRECEDENTE – In Italia già c’è un precedente: è quello del 1992, quando il Presidente del Consiglio Giuliano Amato stabilì un prelievo forzoso pari al 6 per 1000 dei conti correnti bancari di tutti i cittadini. Effettuato nottetempo.

COME DIFENDERSI – Per quanto riguarda i conti correnti c’è poco da fare: è l’intervento più immediato e spesso estemporaneo, proprio per evitare o cumunque anticipare una eventuale corsa agli sportelli da parte dei correntisti. C’è invece margine di manovra per quanto concerne le altre forme di investimento: regola aurea è quella di dare la massima attenzione ai titoli di Stato e alle obbligazioni dell’Eurozona. Questi potrebbero essere soggetti a delle svalutazioni e delle ristrutturazioni e quindi la situazione si può capovolgere in ogni momento.
Importante è anche pensare bene prima di sottoscrivere le polizze vita, depositando i soldi in una banca dell’Eurozona. Se dovesse avvenire il prelievo forzoso, non sarebbe affatto un investimento fatto con buon senso.
Se si intende investire in un fondo, verificate in via preliminare che la banca depositaria sia in un Paese esterno all’Unione Europea.

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