Liquidità, la più amata dagli italiani. Ma sulla distanza il Bot torna ad attrarre

Conti deposito, pronti contro termine e Bot. Un confronto tra le forme di risparmio "liquide" che i piccoli risparmiatori continuano a preferire

Sicurezza, semplicità e convenienza. Tre carte vincenti in un mondo – quello del risparmio e degli  investimenti – che appare sempre più rischioso, complicato e poco redditizio. E’ questo probabilmente il segreto del successo dei conti deposito online, una forma di accumulo che garantisce la liquidità e una relativa redditività. Perché di questi tempi un interesse netto annuo che arriva anche al 2%, con tutte le garanzie di un conto bancario, è senza dubbio interessante.

Ne sono convinte le famiglie italiane, che mantengono “liquido” il 31% della loro ricchezza, un equivalente di 1.140 miliardi di euro. Lo rileva Prometeia e Banca d’Italia che indicano un dato in costante crescita, più moderata negli ultimi mesi (era il 29,8% all’inizio dell’anno) ma più marcata rispetto al 2007, prima dello scoppio della crisi, quando il cash delle famiglie ammontava al 27%.

L’altra liquidità: il “pronti contro termine”

Di questo ammontare, i conti correnti o deposito ne assorbono la metà. Il resto va in altre forme di impiego che si aggirano mediamente sui tre mesi, come i “pronti contro termine” (Pct). Il Pct è un contratto, spesso poco noto al piccolo risparmiatore, con cui la banca vende al cliente dei titoli (in genere titoli di Stato ma anche obbligazioni private) e si impegna a riacquistarli a un prezzo (più alto) e a una data prestabiliti (da 3 a 12 mesi). In sostanza la banca chiede in prestito dei soldi a un cliente e si impegna a restituirglieli con un interesse che può arrivare all’1,5-2% annuo.

Ovviamente, anche restando alle forme di risparmio considerate “liquide” (cioè con la possibilità di recuperare il capitale in tempi brevi), una costante è il rapporto tra durata dell’investimento e redditività. Cioè vincolare i soldi per più tempointeressi più alti. Questo vale per i Pct quanto per i conti correnti.

Una sfida impari sulla tassazione

Pur dal primo gradino del podio, i conti bancari hanno le loro spine nel fianco. Per garantire una redditività autentica devono fare i conti col fisco. Sugli interessi di conto corrente pesa infatti la ritenuta del 27% mentre le altre forme di investimento come i pronti contro termine o gli stessi Bot sono avvantaggiati da una tassazione al 12,5%. Per questo anche i conti bancari offrono formule “ibride“, agganciate ai titoli che scontano la tassazione inferiore per ridurre il carico fiscale, offrendo comunque il valore aggiunto dell’operatività bancaria (prelievi, bonifici ecc.)

Il Bot esce sulla lunghezza

A questo punto non resta che confrontare i conti deposito con i Bot trimestrali e annuali, i riferimenti obbligati in questo tipo di investimento. Lo ha fatto il CorrierEconomia mettendo a confronto i diversi rendimenti di un investimento di 10mila euro. Prendendo la durate di 3 mesi i conti online restano imbattibili:

  i Bot pagano 5 euro,
  i conti variano di un minimo di 18 a un massimo di 55 euro.

Sul traguardo dei 12 mesi le distanze si accorciano e le posizioni possono anche invertirsi:

  i Bot oggi rendono lo 0,959% netto (quindi 96 euro),
  in molti casi le formule base dei conti online (senza somme vincolate) rendono meno: anche se il tasso nominale è più alto (1-1,2%) la tassazione del 27% (contro il 12,5% dei Bot) riduce drasticamente l’incasso finale. (A.D.M.)

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Liquidità, la più amata dagli italiani. Ma sulla distanza il Bot tor...