L’influenza dei tassi negativi sull’economia

Capire cosa sono e come funzionano i tassi di interesse negativi, applicati dai governi e dalle banche centrali in diversi paesi del mondo, è un imperativo per chi vuole investire nei mercati

Partiamo da una piccola spiegazione che serve come premessa generale: cosa si intende con la definizione tasso di interesse?
Il tasso d’interesse è un numero, espresso in percentuale, che indica il guadagno che un creditore realizza prestando il proprio denaro ad un altro soggetto.
Quando si sente parlare di tasso d’interesse negativo, si vuole indicare quel caso in cui, chi emette un prestito, riceverà in cambio meno denaro di quello inizialmente prestato.
Questa premessa ci introduce all’argomento: a fine gennaio, la Banca Centrale del Giappone, seguendo l’esempio della Banca Centrale Europea, ma anche delle Banche Centrali di Svizzera, Danimarca e Svezia, ha portato in negativo il tasso d’interesse sui depositi bancari. Questa decisione comporta che se le banche commerciali depositano denaro presso la loro banca centrale dovranno riconoscerle un tasso d’interesse.

La decisione segue una scelta ben precisa di politica monetaria, con l’intento di combattere la deflazione (il calo dei prezzi al consumo) o la bassa inflazione.
Solitamente la prima mossa che si attua per aumentare l’inflazione è quella di immettere denaro nei mercati: se questo non dovesse bastare si possono portare in negativo i tassi sui depositi. I tassi negativi spingono infatti le banche commerciali a depositare il proprio denaro sui mercati azionari o ad investirlo in nuovi prestiti a famiglie ed imprese, stimolando così l’economia con l’effetto di un teorico rialzo dei prezzi. Altra conseguenza dell’applicazione dei tassi negativi è la svalutazione della moneta con l’obiettivo di far salire i prezzi dell’import e favorire al contempo l’export.

La scelta di applicare i tassi negativi è sinonimo di espansione dei mercati azionari, i quali crescono in seguito a tale decisione.
Tuttavia gli analisti finanziari di Morgan Stanley hanno messo in guardia sulla pericolosità delle operazioni messe in atto dalle banche centrali coinvolte: un ulteriore inasprimento dei tassi negativi potrebbe comportare perdite significative per le banche commerciali, creando rischi per il sistema bancario.
Per contro i Presidenti delle banche centrali, primi fra tutti Draghi e il giapponese Kuroda, difendono la scelta dei tassi come unica via per garantire il 2% di inflazione.
Anche la Federal Reserve americana, tramite il suo presidente, comunica di non escludere totalmente di affidarsi ai tassi negativi per regolare l’inflazione

Immagini: Depositphotos

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

L’influenza dei tassi negativi sull’economia