Limite contanti, la Gdf: “Nessun Grande Fratello, solo antiriciclaggio”

Le Fiamme Gialle ribadiscono come l'interesse primario sia quello dell'analisi dei fenomeni illeciti collegati all’utilizzo di contante

“Non c’è alcun rischio di ‘Grande Fratello’ dietro le nuove misure sui contanti: l’obiettivo di queste comunicazioni obbligatorie è la lotta al riciclaggio e l’analisi di fenomeni macro-economici, che magari potrebbero indicare l’immissione nel circuito legale di denaro provento di reato”. Così il generale della Guardia di Finanza Giuseppe Arbore, prova – parlando all’Adnkronos – a smontare gli allarmi circolati in occasione dell’avvio operativo della misura che prevede l’invio di comunicazioni su prelievi e versamenti cash presso banche, uffici postali e sportelli per un totale superiore ai 10 mila euro mensili.

“Si tratta di dati o informazioni e che di per sé non rappresentano una operazione sospetta: al limite – aggiunge il comandante del terzo reparto del comando generale della GdF – possono essere valorizzate per arricchire le informazioni sul conto dei nominativi già oggetto di una segnalazione di operazioni sospette”.

Arbore pone così l’accento sulla differenza fra queste comunicazioni legate all’uso del contante e le segnalazioni, che nascono da un obbligo “da parte di alcuni soggetti, banche in primis ma anche professionisti, di segnalare all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia quelle operazioni che, in relazione alla loro natura e ai soggetti che le compiono, possono essere sospette”.

In questo caso, ricorda, “l’Uif svolge una analisi finanziaria che viene inviata al nostro Nucleo speciale di polizia valutaria o alla Dia e solo a questo punto parte l’attività pre-investigativa e investigativa. Ma, sottolineo, è un circuito con informazioni riservatissime: la stessa Autorità Giudiziaria non può sapere chi ha fatto la segnalazione se non con un decreto motivato”.

“Ci arrivano circa 100 mila segnalazioni l’anno – continua il generale – e tutte portano a un approfondimento che può tradursi nella contestazione di fattispecie di reato ovvero nella fonte di innesco per accertamenti di carattere fiscale”.

“Le operazioni in contanti censite nelle comunicazioni oggettive- spiega Arbore – non sono sospette in se’ e vengono comunicate al superamento della soglia mensile. La Guardia di Finanza, insomma, non avrà un accesso indiscriminato su tali notizie. Anche le categorie commerciali che movimentano significativi volumi di denaro contante continueranno a poter essere oggetto di segnalazioni di operazioni sospette, come già avviene, solo in presenza di indici di anomalia.

Il generale delle Fiamme Gialle ribadisce come l’interesse primario sia quello dell’analisi dei fenomeni illeciti collegati all’utilizzo di contante: “Noi – spiega – individueremo con l’Uif le modalità tecniche per condividere queste informazioni, sviluppando analisi idonee a fare emergere irregolarità , anche attraverso algoritmi, e non potremo partire da ricerche puntuali sui nominativi legati alle comunicazioni”. In ogni caso “le prime comunicazioni, riferite ai mesi di aprile, maggio, giugno e luglio, arriveranno all’Uif entro il 15 settembre, e solo nei mesi successivi inizieremo a condividere le prime analisi, magari per verificare se ci sono movimenti ‘incompatibili’ con la realtà socio – economica di un certo territorio”.

Troppo contante in una area magari poco sviluppata, infatti, può indicare fenomeni di riciclaggio. E, ammette Arbore, “alcune indagini hanno evidenziato come piccole banche di centri minori omettessero le segnalazioni all’Uif, manifestando una certa contiguità” con attività illegali. “Ma si tratta di casi sporadici, assolutamente”.

“Secondo me non cambierà molto nelle abitudini degli italiani e quei criminali che già non utilizzavano i canali bancari per i loro spostamenti di denaro, continueranno a non farlo. Insomma, nessun timore” nel muovere i contanti ‘regolari’, fino a quando non c’è una segnalazione – conclude – “noi non guardiamo nei conti di nessuno”.

In collaborazione con Adnkronos

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