Libretto di risparmio, la banca non può abbassare il tasso senza dirlo

Una forma di risparmio "da formica" che può riservare sorprese. Se la banca non ha comunicato le riduzioni del tasso si può chiedere il rimborso degli arretrati

Non è certo una forma di investimento aggressiva e all’avanguardia, ma forse proprio per questo il libretto di risparmio conserva ancora la sua “nicchia” nel panorama degli strumenti bancari. Nessun rischio, spese di apertura e gestione pressoché nulle, limiti strutturali che impediscono l’indebitamento (non prevede assegni o carte di credito e non permette al titolare di “andare in rosso”).

Per contro il libretti, sia nominativi che al portatore (in questo secondo caso non possono avere una giacenza superiore ai 12.500 euro) danno un interesse minimo, quasi sempre insufficiente a mettere il denaro al riparo dell’inflazione.

Malgrado ciò capita che le banche facciano le furbe e riducano il tasso di interesse del libretto senza comunicarlo al titolare, probabilmente approfittando di una clientela non particolarmente attenta. In questo caso si ha diritto al rimborso della parte di interessi non liquidata..

Come ricorda il mensile Altroconsumo, la legge parla chiaro: il cliente ha diritto di essere avvisato personalmente prima della variazione del tasso di interesse per poter esercitare il recesso (ha 60 giorni di tempo per farlo). Quindi le variazioni non comunicate diventano inefficaci.

Un diritto del risparmiatore

L’Arbitro bancario e finanziario ha recentemente ribadito questo principio occupandosi del caso di una signora che nel 2007 aveva aperto un libretto di risparmio al portatore per la figlia minorenne. Il tasso di emissione annuo lordo che gli veniva applicato era del 2,25%. Circa tre anni dopo la signora, recandosi nell’agenzia della banca dove aveva aperto il libretto, scopriva che l’interesse aveva subito ben quattro variazioni di cui era totalmente all’oscuro e il  tasso era crollato a un misero 0,75% lordo.

La banca restituisce alla signora gli interessi non conteggiati sul libretto, ma non riconosce il principio del diritto del cliente a essere avvisato prima della variazione per poter esercitare il recesso. Da qui il ricorso all’Arbitro bancario  che le ha dato ragione affermando tra l’altro che spetta alla banca l’onere di provare di aver effettuato la comunicazione prevista dalla legge. Se non si rispetta questa disposizione, le variazioni non sono efficaci.

Ottenere oggi i tassi pre-crisi

Una buona notizia per tutti i possessori di un libretto al portatore: se lo avete aperto diversi anni fa, quando i tassi erano ben più alti, potete ottenere il ricalcolo fino a oggi dell’interesse al livello di allora.

Ricordatevi di chiedere un rendiconto periodico per capire se ci sono state modifiche non comunicate. In questo caso potete chiedere alla banca il rimborso del denaro utilizzando la lettera tipo messa a punto da Altroconsumo. La banca ha 30 giorni per rispondere. Se non lo fa, oppure dà una risposta insoddisfacente, si può fare ricorso all’Arbitro bancario. Il costo è minimo (20 euro) che verranno restituiti se il ricorso viene accolto.

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