Liberalizzazioni, marcia indietro del governo su taxi e farmacie

A rischio anche i tribunali per le imprese e la Srl a un euro per mancanza di copertura. Si rafforza, invece, la class action

Il decreto sulle liberalizzazioni rischia di fare flop. Sommerso e in parte stravolto da una valanga di emendamenti, prosegue il percorso parlamentare sotto i pesanti colpi delle lobby e degli interessi dei partiti. La versione definitiva sarà proposta in un solo maxi emendamento su cui sarà posta la fiducia: nonostante ciò  si teme una completa marcia indietro.

A cominciare dai taxi: saranno comuni e Regioni a fissare, se necessario, l’incremento delle licenze delle auto bianche. L’esecutivo ha dato, infatti, il via libera all’emendamento dei relatori in Commissione Industria del Senato che attribuisce ai sindaci la decisione sull’aumento delle licenze. L’emendamento, che accoglie le richieste di Pd e Pdl, attribuisce all’Authorithy dei trasporti solo un parere non vincolante.

Fronte ancora aperto per le farmacie. L’ostacolo da superare per trovare l’accordo fra i partiti riguarda le nuove aperture (se ne prevedono 5 mila in più con un ampliamento del 25% della pianta organica), considerate dannose dalla categoria. Il Pdl punta ad abbassare il quorum del decreto (una nuova farmacia ogni 3 mila abitanti) ad una ogni 3.800, in linea con quanto auspicato da Federfarma che sul punto fa notare che il quorum reale è una a 2.200, considerati i nuovi punti che, grazie al decreto, sorgeranno in stazioni, aeroporti, autostrade. I consumatori temono una retromarcia, su questo punto e sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C.

Tribunali delle imprese e Srl a un euro per gli under 35. Entrambi i capitoli rimangono per ora sospesi. Gli emendamenti dei relatori sono stati accantonati, in attesa di un parere della commissione Bilancio sull’effettiva copertura delle norme.

La commissione Industria di Palazzo Madama, che sta esaminando il decreto, ha votato e approvato una serie di articoli che tutelano maggiormente i consumatori. E’ stata rafforzata la possibilità della class action, e sono state introdotte multe anti clausole vessatorie. Inoltre quando un cliente sottoscriverà un mutuo presso una banca o otterrà un credito al consumo, non sarà più obbligato ad aprire un conto corrente. Inoltre la banca dovrà proporre al cliente almeno due polizze di due compagnie assicurative diverse e l’utente ne potrà sottoscrivere una da lui trovata sul mercato.

Sullo scorporo totale – obiettivo del governo – tra Eni e Snam il dibatitto è ancora aperto. Il Pd punto sull’accelerazione del processo di scorporo della rete gas, mentre altri partiti optano per tempi più lunghi.

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