Liberalizzazioni, 400 euro di risparmio all’anno per bollette e benzina. I calcoli dei consumatori

Quasi 250 euro in meno per il pieno di benzina in un anno e 150 euro sulle bollette. E' l'effetto delle liberalizzazioni (a regime) calcolato dalle associazioni dei consumatori

Ma con le liberalizzazioni si risparmia davvero? Alla domanda che tutti si pongono hanno cercato di dare una risposta le associazioni dei consumatori. Soprattutto hanno provato a stimare a quanto ammonterà questo risparmio una volta che saranno a regime gli interventi che toccano più da vicino i bilanci delle famiglie italiane. E sono giunte a un risultato di tutto rispetto: 400 euro all’anno. E’ questa la cifra che potrebbe rimanere in tasca agli italiani grazie alle novità introdotte dal governo in materia di bolletta gas e luce e di distribuzione di carburanti.

Per ora è solo una stima. Bisognerà aspettare che il provvedimento vada a regime e vengano emanate altre norme applicative. Ci vorranno probabilmente ancora diversi mesi. Ma se tutto andrà secondo i piani, le spese delle famiglie potrebbero uscirne decisamente alleggerite.

Benzina più libera

I risparmi più consistenti dovrebbero arrivare dalla ristrutturazione della rete distributiva dei carburanti. Dal 30 giugno, stabilisce il decreto sulle liberalizzazioni, “eventuali clausole contrattuali che prevedano per gli stessi gestori titolari forme di esclusiva nell’approvvigionamento, cessano di avere effetto”. Ciò significa che i gestori che sono anche proprietari delle pompe potranno rinegoziare le condizioni economiche e l’uso del marchio con la possibilità, inoltre, di aggregarsi tra loro e formare dei “gruppi di acquisto” del carburante, spuntando prezzi migliori dalle compagnie. Aggiungendo a queste novità anche la liberalizzazione degli orari per i distributori self-service i consumatori stimano una sensibile riduzione del prezzo per benzina e gasolio e un risparmio medio a famiglia di ben 250 euro all’anno.

Concorrenza a tutto gas

La premessa per una sforbiciata della bolletta del gas è la separazione di Eni da Snam, la holding che controlla la rete per il trasporto del gas naturale. Un “divorzio” che dovrebbe garantire una maggiore concorrenza, con la possibilità di accesso alla rete distributiva da parte di altri operatori. Il nuovo assetto dovrà essere definito entro 6 mesi con un apposito decreto.

Un’altra spallata al caro-metano arriverà dall’aggancio alle tariffe europee. Dal primo trimestre successivo all’entrata in vigore del decreto l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg) introdurrà tra parametri in base ai quali si aggiornano le tariffe i prezzi del gas rilevati sul mercato europeo. Le imprese inoltre potranno approvvigionarsi di gas naturale direttamente all’estero e ridurne i costi.

Una scossa per le rinnovabili

Minirivoluzione in arrivo anche per l’elettricità. La legge prevede una “revisione complessiva della disciplina di riferimento del mercato elettrico” che dovrà essere fatta sempre dall’Aeeg fissando, tra l’altro, le tariffe non più ai vecchi contratti di lungo termine ma a quelli spot, più vantaggiosi.

Inoltre entro la fine di febbraio dovrà essere completato il censimento delle fonti rinnovabili in Italia che servirà a ridurre gli oneri di sistema e agevolare le aree territoriali a maggiore concentrazione di impianti eolici o fotovoltaici.

Dalla riforma delle forniture di luce e gas dovrebbe derivare – sempre secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori – un risparmio medio di 150 euro, sempre che gli utenti sappiano sfruttare bene la moltiplicazione delle offerte che arriverà sul mercato. Troppo ottimismo? Sì, secondo alcuni. Il dibattito è aperto. (A.D.M.)

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