“Libera la benzina!”, la proposta di legge per abbassare i prezzi dei carburanti raccoglie mezzo milione di firme

Un mercato all'ingrosso dei carburanti con acquirente unico e distributori multi-marca svincolati dai petrolieri. Obiettivo: risparmiare 500 euro l'anno

Più di 450mile firme raccolte in poco più di un mese. Che cosa ha generato una tale mobilitazione? La speranza di una benzina meno cara. Le firme sono quelle messe in calce a una proposta di legge dal titolo più che eloquente: “Libera la benzina!“. La speranza (ambiziosa) è quella di arrivare a un risparmio per famiglia di oltre 450 euro all’anno.

Un’iniziativa partita da alcuni sindacati dei gestori degli impianti di distribuzione che ha trovato il sostegno trasversale anche di 70 parlamentari, nonché ovviamente delle associazioni dei consumatori, ed è stata ufficialmente depositata alla Camera e al Senato.

I punti della legge

Il disegno di legge “per la riorganizzazione e l’efficienza del mercato petrolifero e per il contenimento dei prezzi dei carburanti” si pone una serie di obiettivi precisi:

•  Creazione di un mercato all’ingrosso dei carburanti che garantisca la trasparenza nella formazione dei prezzi e renda più comprensibile la dinamica domanda/offerta.

•  Realizzazione di un acquirente unico con maggiore potere contrattuale sui mercati internazionali col compito di spuntare migliori condizioni d’acquisto e di agire da calmiere dei prezzi in situazioni di emergenza, come già avviene nel settore elettrico.

•  Separazione dell’industria petrolifera dalla rete distributiva per sfruttare la normale competizione di mercato a vantaggio dei prezzi.

•  Abolizione del vincolo di fornitura in esclusiva imposto finora ai gestori, per sviluppare una maggiore concorrenza nel mercato.

•  Obblighi di comunicazione al consumatore: dovranno essere segnalati i prezzi realmente praticati senza messaggi promozionali che spesso impediscono il rapido confronto tra le offerte. Per la stessa ragione i prezzi dovranno essere espressi in centesimi con una sola cifra dopo la virgola (es. 157,1 centesimi e non 1,571 euro).

Secondo le stime delle associazioni dei consumatori il nuovo regime potrebbe portare a un risparmio di 5-6 centesimi a litro, che si traducono in più di 450 euro all’anno per ogni famiglia italiana. Quello che già succede con le (poche) “pompe bianche” esistenti oggi in Italia, ovvero i distributori indipendenti che vendono il carburante a 6-8 centesimi in meno rispetto alla rete tradizionale. (A.D.M.)

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