Giù i calzoni! La Levi’s in crisi

Profitti in calo del 98% per la più famosa marca di jeans


Meno 98% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: è questa la cifra nero su bianco del tracollo di profitti della Levi’s – marca dei jeans più famosi e diffusi al mondo – nel primo quadrimestre 2008.
La compagnia americana fa quadrato attorno al milione di dollari di profitti residui, una cifra irrisoria rispetto al passato.

Diversi fattori hanno contribuito al crollo.
Innanzi tutto c’è la crisi globale, che ha contratto i consumi. Fonti della Levi’s hanno chiaramente additato l’aumento dei prezzi petroliferi ed alimentari come ragione principale della pessima performance. Ne hanno sofferto sia il mercato “di casa”, quello americano, sia quelli asiatico ed europeo.

A peggiorare le cose ci si è messo pure un nuovo software gestionale, che invece di rendere più efficienti le spedizioni le ha rallentate, danneggiando soprattutto la distribuzione negli Stati Uniti.

Infine, è sul banco degli imputati la linea Dockers, estremamente deludente nelle vendite: il mercato è cambiato, i Dockers corrispondono a uno stile casual-classico che mal si sposa con i nuovi gusti giovanili orientati al “cavallo basso” e alla misura abbondante.

Rispetto a un anno fa, le vendite globali sono calate dell’8%, quelle Usa del 19%.
Alla Levi’s sperano fortemente in un recupero nel secondo quadrimestre dell’anno.
Perché? Tradizionalmente, i Levi’s si vendono di più quando ricomincia l’anno scolastico. Evidentemente è costume iniziare la scuola con i jeans nuovi e “tirarli” fino allo stesso periodo dell’anno successivo. Del resto, non sono più belli se un po’ sciupati?

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