Legge di Stabilità 2016: tetto all’uso dei contanti: limiti, rischi e sanzioni

Dal 1° gennaio 2016 si potrà utilizzare il contante nei pagamenti fino al limite massimo di 2.999,99 euro

Fisco 7Una delle novità più significative della legge di Stabilità 2016 consiste nell’innalzamento del limite all’utilizzo del denaro contante da 999,99 euro a 2.999,99 euro. Al di sopra di questa cifra, sarà necessario utilizzare strumenti tracciabili, come i bonifici bancari o postali, gli assegni non trasferibili e le carte di credito o debito. In molti si sono chiesti però se le violazioni commesse prima dell’entrata in vigore della nuova legge si stabilità siano punibili oppure no.

Dato che la disciplina che entrerà in vigore dal 1° gennaio per quanto riguarda la soglia di pagamento in contanti è più favorevole rispetto a quella attualmente prevista fino al prossimo 31 dicembre, ci si chiede se si applicherà o meno il principio del favor rei. Riepiloghiamo qui di seguito le posizioni e gli orientamenti emersi finora:

  1. la Commissione consultiva per le infrazioni valutarie e antiriciclaggio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel parere 8.10.2008 n. 104584/A, ha affermato che il principio del favor rei, secondo cui nessuno può essere punito per un fatto che secondo una legge posteriore non costituisce più reato, presenta valenza generale. Si tratterebbe di una norma che regolerebbe le modalità di esercizio del potere sanzionatorio nell’ambito della disciplina della successione delle leggi nel tempo, siano esse di natura penale o amministrativa. A sostegno di tale orientamento, si indica che il favor rei è applicabile anche agli illeciti tributari e valutari, tradizionalmente assoggettati all’opposto principio di irretroattività della norma più favorevole;
  2. secondo la giurisprudenza e la dottrina prevalente, invece, in materia di sanzioni amministrative, in assenza di una specifica indicazione normativa, si applica il principio che prevede l’assoggettamento della condotta addebitata alla legge del tempo del suo verificarsi. Pertanto la giurisprudenza del più alto livello conferma l’applicazione della norma vigente al momento in cui è stata commessa l’infrazione, escludendo quindi il principio del favor rei e non tenendo conto del parere del Comitato antiriciclaggio.

Da un punto di vista delle fonti del diritto, i pareri forniti dalle autorità previste dalla normativa antiriciclaggio, anche se elaborati con lo scopo di agevolare l’applicazione degli obblighi da parte dei soggetti interessati, non possono in alcun modo essere considerati interpretazioni autentiche della legge e restano espressioni emanate da un organo amministrativo di settore.

In caso di violazione dei limiti all’utilizzo del denaro contante, sono previste le seguenti sanzioni:

  • per le parti coinvolte, dall’1% al 40% dell’importo trasferito, con un minimo di 3.000 euro, e la possibilità di avvalersi dell’istituto dell’oblazione, che prevede il versamento immediato di un importo pari al doppio della sanzione minima (per esempio, importo trasferito di 2.500 euro, oblazione pari a 50,00 euro);
  • per i destinatari della normativa antiriciclaggio, tra cui i professionisti, la sanzione dal 3% al 30% dell’importo trasferito, con un minimo di 3.000 euro, senza la possibilità di avvalersi dell’istituto dell’oblazione.

Nicolò Cipriani – Centro Studi CGN

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