Legge di Bilancio e DEF: sconto UE da 11 miliardi e deficit al 2-2,1%

Il Ministro dell'Economia Gualtieri e i tecnici del Tesoro lavorano alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza in vista della prossima manovra

Tra tutti i ministri che formano il nuovo scacchiere del Governo Pd-M5s, quello sul quale si sono concentrate maggiori curiosità e attese è, senza dubbio, Roberto Gualtieri, l’erede di Tria chiamato al delicato e ormai prossimo appuntamento con la Legge di Bilancio. Dal canto suo, il neo Ministro dell’Economia, fin da subito ha delineato i confini entro i quali intende muoversi e dall’Ecofin di Helsinki, parlando ai colleghi UE, aveva specificato che non si sarebbe trattato di una manovra restrittiva, considerata “controproducente”.

In via XX Settembre, si lavora senza sosta ormai da giorni alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef) al vaglio del Consiglio dei ministri tra domani e venerdì per creare i presupposti per una manovra espansiva anche grazie alla ritrovata armonia con Bruxelles. 

Come riporta La Repubblica, la  prossima Legge di Bilancio sarà di circa 30 miliardi di cui 23,1 destinati alla steri-lizzazione dell’Iva, 2 per le spese indifferibili e circa 5 per l’operazione cuneo fiscale, tanto cara all’esecutivo e, per questo, ribadita a doppio voce sia sponda Pd che pentastellata. 

E proprio nell’ottica di fronteggiare le “spese”, entra in gioco una richiesta di flessibilità a Bruxelles di circa 0,6 punti di Pil cioè 10,8 miliardi che comporterà che l’attuale deficit-Pil tendenziale, cioè senza toccare nulla, che segna l’1,5 per cento salirà in zona 2-2,1 per cento o intorno a questa cifra.  Le stime di crescita dovrebbero allinearsi verso un +0,4%, ma sempre Repubblica riporta che grazie all’effetto espansivo sul Pil della manovra, la crescita potrebbe raggiungere 0,5-0,6%.  

A dare una boccata di ossigeno al Governo, il “regalo” inaspettato che arriverà dalla minore spesa – un tesoretto consistente –  per la discesa dello spread, ma bisognerà comunque andare a caccia di risorse, circa 15 miliardi, tra spending review, revisione degli sgravi fiscali e lotta all’evasione, una via indicata più volte dal Presidente del Consiglio, anche da New York, in occasione dell’Assemblea Onu.  

“Mi rivolgo direttamente agli italiani. Agli italiani onesti”, dice annunciando “una svolta radicale“. Il Premier si rivolge direttamente ai cittadini chiedendo “un patto”, ovvero quello di accettare “un provvedimento complessivo, non una singola misura” che “non è mai stato realizzato prima” per risolvere “il problema endemico” dell’evasione. Poi sottolinea che non c’è nulla di definitivo ma sottolinea anche che “non servono misure palliative”. “Voglio preparare gli italiani”, prosegue Conte, l’esecutivo è al lavoro per contrastare “la maggiore iniquità  in un sistema collettivo”. Con “una misura nuova” perchè così “pagheremo tutti di meno”.

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