Le Poste salvano Alitalia. A spese del contribuente italiano

Poste Italiane partecipa all'aumento di capitale di Alitalia con 75 milioni. Ma il piano di rilancio latita.

POSTE IN ALITALIA – Alitalia necessita di un ulteriore salvataggio, questa volta con tempi strettissimi per evitare che i voli della compagnia di bandiera restino a terra a partire dal week end. Ed a vestire i panni del salvatore, questa volta, è una compagnia pubblica italiana: le Poste. Sarà infatti la società guidata dall’ad Massimo Sarmi, che a giorni andrà a prendere il posto del dimissionario Franco Bernabè alla presidenza di Telecom, a partecipare all’aumento di capitale da 300 milioni, immettendovi risorse per 75 milioni e ottenendo una quota tra il 10 e il 15% della compagnia.

 
I ‘CAPITANI CORAGGIOSI’ – Altri 150 milioni saranno versati dai “patrioti” o “capitani coraggiosi” che dir si voglia, i restanti 75 milioni da Air France-Klm. Le due maggiori banche italiane, Unicredit e Intesa SP, accorderanno altri 200 milioni, portando a 500 milioni la cifra complessiva del nuovo piano di rilancio, che ha però tutta l’aria dell’ennesimo palliativo piuttosto che di un intervento strutturale. Nel caso di Intesa, si tratta peraltro di un socio-creditore, essendo stata coinvolta nel 2008 nell’avventura della privatizzazione. Sta di fatto che, almeno in parte, saranno ancora una voltas i contribuenti a salvare un’azienda totalmente provata da ormai cinque anni. La nomina del nuovo consiglio di amministrazione sarà compito della nuova assemblea, che verrà convocata a valle dell’aumento di capitale e quando la nuova compagine azionaria sarà definita.
 
L’ENAC VIGILA – L’Enac, con il presidente Vito Riggio che proprio giovedì ha incontrato i vertici Alitalia, scruta da vicino i movimenti della compagnia di bandiera, perché se non vi fosse la certezza che i voli dei passeggeri siano garantiti e avvengano in sicurezza, sulla base del Regolamento comunitario n. 1008 del 2008 dovrebbe bloccare gli aerei a terra, revocando la licenza di volo alla compagnia e semmai concedendole solo una licenza provvisoria, l’anticamera del fallimento.
 
MISTRAL AIR – Dunque le Poste italiane entrano direttamente nell’azionariato al contrario delle Ferrovie dello Stato, interpellate a loro volta dal governo in cerca di soluzioni nelle ultime, e per cui restano comunque sul tavolo ipotesi di sinergie. Le Poste portano in dote anche la piccola compagnia Mistral Air, che con i suoi 6 Boeing ed un Atr (finora a aquasi esclusivo utilizzo cargo) potrebbe in futuro divenire una sorta di low cost di Alitalia. Ipotesi sperabile, perchè al momento la compagnia fondata nel 1981 da carlo Pedersoli (il Bud Spencer televisivo) è in perdita di 8,2 milioni nel solo 2012.

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