Le esportazioni italiane danno segni di vita, ma è vera gloria?

La ripresa, ammesso che ci sia, è rispetto il livello minimo di un anno fa. Troppo presto per essere ottimisti

Esportazioni in aumento del 7,3% anno su anno, addirittura un +12,5% se si considerano le merci vendute fuori dall’Europa. Sono questi i dati sul commercio estero relativi a febbraio e marzo che fanno gridare alla ripresa, considerando che gli incrementi sono i maggiori dal 2008.
Ma è vera gloria?

A chiederselo è Valentina Ferraris su Repubblica, che parla piuttosto di un piccolo recupero delle perdite procurate dalla “più grave crisi del dopoguerra”.
I dati infatti sarebbero fuorvianti.
Il punto è che i risultati positivi vanno visti in prospettiva, dato che il minimo del ciclo è stato toccato proprio a inizio 2009.
In tutto il 2009, le esportazioni italiane sono calate in valore ben del 22%, quelle tedesche del 18 e quelle francesi del 17%.
“Un incremento di 7 punti rispetto al minimo, per quanto positivo, non è sufficiente per definire la fase di miglioramento congiunturale una vera ripresa; la perdita difatti è lungi dall’essere recuperata.”

Se si analizzano poi i livelli delle esportazioni mensili, cioè al netto dei fattori stagionali, si vede che restano ancora molto al di sotto di quelli precrisi. Le perdite si confermano ingenti. Insomma, più che una ripresa, sarebbe corretto parlare di un leggero scostamento dal livello minimo.
A suggerire precauzione c’è infine il fatto che buona parte dell’incremento è dovuto all’aumento dei prezzi, mentre i volumi esportati restano bassi.
Meglio proseguire con i piedi di piombo.

Le esportazioni italiane danno segni di vita, ma è vera gloria?