Le criptovalute dei record: perché salgono e quanto può durare

Stavolta protagonista non è il più rinomato Bitcoin ma sua sorella Ethereum, che ha sfondato la soglia dei 3mila dollari, arrivando a 3.361 dollari

Le criptovalute tornano a far parlare e soprattutto ad aggiornare record storici. Stavolta protagonista non è il più rinomato Bitcoin, che sosta a 56mila dollari, al di sotto dei recenti record (64mila), ma sua sorella Ethereum, che ha sfondato la soglia dei 3mila dollari, arrivando a 3.361 dollari. Un rally che prosegue stamattina con un rialzo dell’8,7%, che porta la performance a 7 giorni a +32% e la capitalizzazione di mercato a 389 miliardi di dollari.

Ma cosa sta determinando questo rally? Perché il Bitcoin e poi l’Ethereum non hanno arrestato la corsa? Quali prospettive ci sono per questo asset figlio del digitale?

C’è da dire che il balzo fatto dall’Ethereum va a “compensare” il maggior slancio registrato dal Bitcoin nei mesi precedenti, dunque un riallineamento delle relative capitalizzazioni di mercato: oggi la capitalizzazione di Bitcoin è circa al 47% dell’intero mercato dal 72% precedente, contro il 15,5% dell’Ethereum che prima pesava per il 10,5%.

Ethereum offre anche un quid in più rispetto al Bitcoin, perché è nato per alimentare l’omonima piattaforma blockchain, dove anche la BEI sta collocando dei bond digitali a 2 anni.

E poi c’è la sindrome di “Paperino”, noto antagonista di Zio Paperone e delle sue monete d’oro. A quanto dicono gli esperti i Millennials sarebbero poco attratti dall’oro, un asset ritenuto un po’ antico e poco adatto all’epoca attuale, la società dei bit. A spigarlo è staot proprio il co-fondatore di Ethereum, il russo Vitalik Buterin, il quale ha affermato: “Uno dei fattori rialzisti più sottovalutati e su cui ho sempre creduto, è il fatto che l’oro è noioso, e i più giovani se ne stanno accorgendo. Ora, quei 9.000 miliardi di dollari dovranno pur andare da qualche altra parte”.

In più le valute digitali offrirebbero un grande vantaggio sul metallo prezioso in termini di stoccaggio, immagazzinamento ed interessi da pagare sul deposito.

In altri tempi e con la politica fortemente espansiva delle principali banche centrali del globo avremmo assistito ad un importante ralli del metallo, che invece resta “quieto” sui  1.785,87 dollari l’oncia, con in trend decrescente contrapposto a quello delle criptovalute, che stanno proseguendo il rally a grandi balzi. Se questo è vero il rally potrebbe durare fino a quando le banche centrali manterranno una politica espansiva, per poi ripiegare con la fine dell’era dei tassi a zero.

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