Le Borse mancano il rimbalzo. Fuga verso Oro e beni rifiugio

Rimbalzo non riuscito per i mercati europei e la Borsa di Milano. Fra i settori più sacrificati turismo, trasporti e moda

Rimbalzo non riuscito per i mercati europei e per la Borsa di Milano, che tornano a scivolare a causa delle preoccupazioni per la rapida diffusione del Coronavirus in Italia.

Mentre prosegue l’emergenza sanitaria e si affinano le mosse e contromosse del governo per contenerla, le Borse vengono nuovamente colpite dalle vendite dopo un recupero iniziale, di carattere essenzialmente tecnico, dovuto a ricoperture sui titoli e settori più venduti ieri. Milano e Parigi perdono lo 0,7%, Londra lo 0,8% e Francoforte lo 0,6%. Fra i settori più sacrificati turismo, trasporti e moda.

Piazza Affari ha vissuto un lunedì nero, subendo il peggior calo da giugno 2016 ed annullando un un giorno tutto il guadagno acquisito dall’inizio dell’anno. Una performance non isolata, poiché anche le altre borse europee e Wall Street sono colate a picco, con l’indice americano Dow Jones che ha perso in un solo giorni ben 1.000 punti.

SEGNALI DI RECESSIONE 

Dalle sale operative americane arrivano commenti piuttosto preoccupati, per una serie di indicatori che sembrerebbero preannunciare una caduta in recessione: la curva dei tassi americani infatti ha registrato una pericolosa inversione dei titoli a breve rispetto a quelli a lungo, mentre è letteralmente volato l’indice di volatilità VIX (+41%) che sale sempre in momenti di grande tensione e di inversione di tendenza. E così anche la folle corsa di Wall Street potrebbe esser giunta al capolinea.

PERCHE’ TANTA PAURA?

Inutile soffermarsi sul ruolo cruciale che la Cina ha sull’economia mondiale, basta pensare che per effetto del Coronavirus, il Fondo Monetario Internazionale ha già tagliato le stime di crescita mondiale di un decimo di punto al 3,2% e quelle della cina di 4 decimi di punto percentuale al 5,6%. E la situazione potrebbe ancora peggiorare, in caso di di emergenza più prolungata del 1° trimestre. L’economia della Germania

INVESTIMENTI IN FUGA VERSO I BENI RIFUGIO

Se non l’azionario, dove vanno i capitali in fuga? Vi sono molti asset alternativi giudicati più sicuri, fra cui alcune valute (yen e franco svizzero), ma è l’Oro a catalizzare l’attenzione degli investitori internazionali, tanto che il metallo è arrivato a sfiorare la soglia dei 1.700 dollari l’oncia. La sua ascesa non sarebbe ancora giunta al termine, tanto che alcune banche d’affari propendono per un aumento sino a 1.850 dollari.  Una performance che risponde alla preferenza per i “safe heaven” (beni rifugio) tipica di queste fasi di incertezza e per le contromosse delle banche centrali, che non potranno far altro che mantenere la politica accomodante che favorisce l’oro.

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