La TAV si farà. Conte e la soluzione che accontenta tutti

La Lega non arretra, il M5s alla fine dirà di sì ma lascerà che appaia come una scelta del presidente del Consiglio

Alla fine la chiave per uscire dall’empasse TAV, che insieme alla questione delle autonomie regionali è la materia maggiormente divisiva fra gli alleati di governo Lega e Movimento 5 stelle, sarà il premier Giuseppe Conte. Salvini dice di attendere con serenità la decisione finale, ma è noto che la Lega spinga per il sì all’opera. Il M5s ha fatto del no alla TAV una delle sue basi elettorali nel passato più o meno recente, e sotto le pressioni interne ed esterne al governo può fare un passo indietro solo se sarà direttamente il presidente del Consiglio ad assumerne la paternità.

Conte, del resto, aveva già fatto capire nei giorni scorsi di essere pronto a prendersi in carico la questione. “Io stesso sto studiando bene il dossier” ha assicurato il presidente del Consiglio. L’idea del premier è forse quella di trovare un compromesso, nel governo gialloverde, e andare avanti. “L’opera non si può bloccare: mi occuperò io della revisione”, ha ribadito ai due vicepremier Di Maio e Salvini.

Ma nel Movimento 5 Stelle sulla Tav c’è chi, come il senatore grillino Alberto Airola, non ha intenzione di cambiare idea: “Non ci sono spazi di contrattazione. O il M5S dice no oppure sarò io a dire ciao al Movimento”, ha detto in un’intervista all’Adnkronos. Il parlamentare piemontese ha fatto della battaglia contro l’alta velocità Torino-Lione una delle stelle polari della sua azione politica e non le manda a dire alla Lega, che sul tema cerca una mediazione con il Movimento 5 Stelle. “Non so quanto questa vicenda possa essere legata alle elezioni – osserva -. Credo che il Carroccio su questo tema voglia fare campagna elettorale, in modo un po’ becero a mio avviso”. Il sottosegretario leghista Armando Siri ostenta fiducia e assicura: “Stiamo ragionando e stiamo trovando le sintesi giuste per fare il bene del Paese. Non vedo gamberi nel governo, gente che torna indietro”.

Un equilibrio evidentemente difficile, che alla fine – come sottolinea nel suo editoriale Massimo Franco sul Corriere della Sera – “minaccia di diventare una prova di inadeguatezza per entrambi”. “Il dossier passato nelle mani di Conte – scrive Franco – non indebolisce solo Di Maio. Mostra anche il limite dei margini di manovra salviniani. Salvini è favorevole al progetto, ma ‘non può’ apparire vincente per non accentuare la rivolta strisciante nel mondo grillino contro il proprio capo politico. Il comunicato col quale ieri Palazzo Chigi ha criticato l’attuale progetto di TAV, aggiungendo che si deciderà con ‘razionalità politica’, segue la scia ambigua delle ultime settimane. Eppure, l’epilogo appare segnato”.

La TAV si farà. Conte e la soluzione che accontenta tutti