La speranza arriva dai mercati: “L’Italia sta tornando interessante”

Riforme e crisi dei Paesi emergenti riportano gli investitori sull'Europa periferica e i Piigs

Se l’economia reale soffrirà ancora per tutto il 2014, con tutto ciò che ne consegue soprattutto sul piano dell’occupazione, una speranza per l’Italia ed in genere per la periferie dell’Europa arriva dai mercati finanziari: coi mercati emergenti – i cosiddetti BRICS – che soffrono una sorta di crisi di mezza età dopo anni di gloria e crescita costante, molti flussi finanziari si stanno spostando da quelle realtà ed in molti casi puntano l’Europa, tornata ad essere giudicata come un’opportunità "interessante". Il giudizio degli investitori è cambiato soprattutto nei confronti della cosiddetta periferia UE, dove alcuni Paesi iniziano a vedere i risultati di alcune riforme ed altri, come Italia e Francia, si apprestano a farle. A sostenerlo sono istituti del calibro di Allianz e Royal Bank of Scotland.
 
L’INVERSIONE DI TENDENZA DEI PIIGS – Uno dei migliori indicatori di competitività – la produttività per persona impiegata – evidenzia come la situazione sia migliorata soprattutto in Spagna, Portogallo, e Irlanda. Segnali di miglioramento in questo senso persino in Grecia. Si attende l’Italia per completare la cerchia dei PIIGS (acronimo creato con le iniziali dei Paesi citati, cui nessuno è però mai sfuggita la somiglianza con l’inglese "pigs", maiali). Guardando l’indice Ocse della produttività per persona facendo base 100 nel 2010, si nota come la Spagna sia passata da 94 nel 2007 all’odierno 105,6. Il Portogallo passa da 96,3 a 103, l’Irlanda da 91,6 a 102,6. Il saldo greco è ancora negativo ma in crescita. Resta l’Italia, in attesa di portare a termine le proprie riforme.
 
ALLIANZ – Il colosso assicurativo tedesco punta l’obiettivo soprattutto sulle riforme a livello continentale: bene in primis l’Unione bancaria. Gli squilibri e le distorsioni intra-europee dovrebbero essere acqua passata, gli aggiustamenti condotti dai Paesi della periferia sui costi faranno il resto.
 
ROYAL BANK OF SCOTLAND – Ma è soprattutto l’analisi condotta e pubblicata da Royal Bank of Scotland a foraggiare finalmente dell’ottimismo: "E’ ora una realtà che i PIIGS possano volare – si legge -, gli investitori internazionali sono portati a tornare in Europa e in particolare nella periferia dell’Unione, dove al momentoc’è più valore che non nel centro (Germania e mercati nordici ndr.). I dati recenti sulla crescita e sul bilancio sono stati via via sempre più positivi – prosegue lo studio -, le riforme stanno arrivando, le agenzie di rating iniziano a promuovere i debiti sovrani e rifinanziarsi diviene più facile per governi, banche e aziende".
 
PROSPETTIVE – Le previsioni di crescita per i PIIGS nel 2014 sono evidentemente modeste, ma il trend è comunque incoraggiante giacchè, si legge sempre nell’analisi di RBS, "il flusso di fallimenti societari e di crediti incagliati delle banche cala ed aiuterà il mercato immobiliare a recuperare terreno. Calano i deficit pubblici, decollano le riforme e presto partiranno le privatizzazioni". Insomma, ci sarà di che stringere i denti per tutto il 2014, quando crisi e disoccupazione continueranno a mordere. Ma per lo meno, anche se non è la primavera che si lascia alle spalle il lungo e freddo inverno, arrivano i primi tiepidi raggi di sole. A patto di saperli cogliere però, come già stanno facendo gli altri quattro PIIGS.
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