La missione militare italiana in Libia costa 160mila euro al giorno

Stanziati 17 milioni di euro fino a fine anno per l'operazione Ippocrate, una "missione umanitaria e non militare"

Dallo scorso 23 settembre, 300 militari italiani sono in Libia per costruire un ospedale militare nell’area di Misurata.

La missione, denominata Operazione Ippocrate e definita dal Governo “umanitaria e non militare”, costa 17 milioni 388mila euro per 109 giorni, dal 13 settembre (quando il ministro della Difesa Pinotti l’ha annunciata al Parlamento) al 31 dicembre prossimo.

Una cifra che equivale a circa 160 mila euro al giorno. Ovvero 528 euro in media al giorno a persona, per un totale di 300 militari coinvolti, di cui 65 medici e infermieri, 135 come supporto logistico e 100 paracadutisti per garantire la sicurezza,

La cifra della missione è stata stanziata dal decreto fiscale, che suddivide i 17 milioni e rotti così, come riporta Repubblica: 4,8 milioni tra stipendi e indennità, 7,8 milioni per viveri, logistica, noleggi, interpreti, funzionamento dei mezzi (209 terrestri, una nave e due aerei), 4,8 milioni di “oneri una tantum”. Ovvero, due milioni per spese di trasporto e rifornimenti anche con aerei militari, un milione e mezzo per le “spese pre e post impiego”: manutenzione e riparazione di mezzi, aerei e materiali, completamento delle dotazioni perdute o distrutte, contratti per mezzi speciali, esami del sangue per conseguire l’idoneità, addestramento. Infine mezzo milione di canoni per i flussi satellitari.

La Ragioneria calcola poi le buste paga, fatte di diaria, maggiorazioni, compensi forfetari. Un generale di brigata prende per questa missione circa 7.180 euro al mese (escluso vitto e alloggio), al pari dei colonnelli. Un capitano viaggia attorno ai 6.500 euro. Un sergente 4.600 euro. Capitani di fregata e di corvetta si assicurano un’indennità di quasi 3.200 euro al mese.

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