La Lega rilancia i minibot, primo passo verso una possibile uscita dall’euro

Lo strumento votato all'unanimità per saldare i debiti dello Stato con le aziende può rivelarsi un espediente per agevolare l'Italexit

La Camera dei deputati ha approvato all’unanimità una mozione che impegna il Governo ad accelerare “il pagamento dei debiti commerciali delle Pubbliche amministrazioni”, anche attraverso “titoli di Stato di piccolo taglio”, creando debito e potenzialmente valuta.

I minibot sono un vecchio cavallo di battaglia di Claudio Borghi, principale consigliere economico della Lega, che li ha sempre descritti come lo strumento da usare per prepararsi all’uscita dall’euro. Di fronte al materializzarsi dello strumento principale indicato dal leghista per agevolare l’Italexit, lo spread è schizzato appena sotto i 300 punti e il ministero dell’Economia si è affrettato a precisare: “Non c’è nessuna necessità né sono allo studio misure di finanziamento di alcun tipo, tanto meno emissioni di titoli di Stato di piccolo taglio, per far fronte a presunti ritardi dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni italiane”, i cui tempi sono “in costante miglioramento”.

COSA SONO I MINIBOT – Un minibot è un titolo di debito pubblico di piccolo taglio nell’ordine di poche decine o addirittura pochi euro. “Mini” fa riferimento al taglio, mentre “Bot” è l’acronimo di Buoni Ordinari del Tesoro, che sono i titoli di debito pubblico con scadenza più breve di 3, 6 o 12 mesi. Il valore minimo di un Bot è 1.000 euro. I “minibot”, come ha più volte spiegato in passato Borghi, sono dei Bot di piccolo taglio: equivalenti a 5, 10, 20, 50, 100 euro. Nell’idea della Lega, sarebbero stampati fisicamente su delle specie di banconote colorate, in modo da renderli equivalenti alla valuta corrente.

A COSA SERVONO – In virtù del taglio ridotto, questi titoli potrebbero circolare come moneta tra i cittadini. Il governo non potendo battere moneta, emetterebbe titoli di debito invitando informalmente i cittadini a usarla come moneta.
Se entrassero in circolazione ci sarebbe una moneta parallela all’euro: si creerebbe – nel progetto della Lega – un sistema alternativo all’euro che consentirebbe il ritorno alla lira scongiurando il pericolo di “code ai bancomat” o “mesi senza banconote”, e cioè garantendo la circolazione di contante nel periodo di transizione da una valuta all’altra. Sulla base degli stessi minibot in circolazione, in questo scenario, verrebbe poi creata la nuova valuta italiana.

GLI SCENARI – Permettere ai governi di stampare moneta è pericoloso e tipicamente porta a erodere il potere d’acquisto e di conseguenza il valore della ricchezza dei cittadini. Se si dovesse diffondere la convinzione che esiste una concreta, ancorché remota, possibilità che il nostro paese possa uscire dall’euro si scatenerebbe il panico: chi detiene risparmi presso banche italiane, azioni o titoli di debito pubblico del nostro paese, cercherebbe di venderli per proteggersi dalla probabile perdita di valore determinata dalla ridenominazione in una nuova valuta.

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