Bce, giù i tassi allo 0,25%: ecco cosa cambia per il nostro portafogli

E' il minimo storico. Bce pronta a utilizzare "tutti gli strumenti a sua disposizione" per sostenere ripresa eurozona

(fonte: Teleborsa)  – Nella riunione odierna il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di tagliare i tassi d’interesse di 25 punti base, portandoli dallo 0,50% allo 0,25%. Una decisione che arriva a sorpresa, visto che solo tre economisti sui settanta interpellati da Bloomberg si attendevano un nuovo taglio. L’Eurotower ha anche tagliato i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginale allo 0,75% dall’1% del mese precedente, mentre il tasso sui depositi presso la banca centrale resta invariato allo zero.
 
 Repentina inversione di rotta per i listini azionari europei che passano in territorio positivo dopo il taglio dei tassi di interesse deciso dalla BCE. Una decisione non proprio inattesa vista la divisione degli ultimi giorni tra gli analisti sulla riduzione o meno del costo del denaro. Le premesse per un nuovo intervento c’erano visto che l’inflazione è al momento meno della metà di quanto stabilito dalla stessa BCE, e la disoccupazione è al massimo da quando è stato fondato il blocco della moneta unica, ovvero dal 1999.
 
Tra gli indici di Eurolandia, Francoforte e Parigi mostrano un rialzo di oltre l’1% mentre è frazionale la salita di Londra dopo che la Bank of England ha lasciato lo status quo sui tassi e acquisti asset. Tonica anche Piazza Affari con l’indice FTSE MIB in progresso dello 0,85%. Sul mercato valutario, scivolone dell’euro che si porta a 1,33 dollari perdendo ben due figure nei confronti del biglietto verde. Si restringe lo spread BTP-Bund a 240 punti. Gli investitori guardano anche al PIL USA in agenda oggi e ai dati sul mercato del lavoro in calendario domani, che dovrebbero chiarire il timing sul tapering della Fed, ossia sul piano di ritiro degli stimoli all’economia.
 
"La banca centrale europea ha rilevato che nell’area euro la crescita è tornata positiva nel secondo trimestre dopo sei negativi" ha spiegato il presidente della BCE, Mario Draghi, durante la consueta conferenza stampa che segue la decisione sui tassi "e i dati più recenti hanno confermato l’atteso graduale miglioramento".
Ciononostante, ha precisato il banchiere, i tassi rimarranno bassi sui livelli attuali o anche inferiori ancora per un lungo periodo di tempo. "In linea di principio possiamo ancora tagliare tassi", ha detto Draghi non escludendo così un ulteriore taglio dei tassi.

Draghi ha sottolineato che il problema centrale per i paesi dell’Eurozona, resta la disoccupazione "ancora a livelli elevati" e il problema deve essere affrontato con "riforme strutturali incisive che mirino a ridurre le rigidità sui mercati del lavoro e ad aumentare la domanda di manodopera".

COSA CAMBIA IN CONCRETO – Abbassare i tassi significa innanzitutto rendere meno costosi i finanziamenti, quindi aumentare la richiesta di denaro. La maggiore liquidità in circolazione aiuta la crescita economica (a infatti la Banca centrale europea ha abbassato i tassi al minimo storico per combattere la recessione) ma favorisce l’aumento dei prezzi e quindi l’inflazione. La deflazione è esattamente il contrario, cioè la riduzione del costo della vita.

 
COSA CAMBIA PER I PICCOLI RISPARMIATORI – Cosa cambia ora per i piccoli risparmiatori? Il primo effetto è quello sui mutui. Di regola, a beneficiare del taglio dei tassi sono infatti le famiglie che hanno sulle spalle un mutuo a interessi variabili (non quelli indicizzati all’euribor), il saggio sui prestiti interbancari in Europa. Su un debito di 100mila euro, per esempio, una limatura dello 0,25% per gli interessi passivi significa (in linea di massima) una riduzione della rata  superiore a 10 o 15 euro al mese,  a seconda delle scadenze del prestito.
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