L’euro è reversibile? Parla Paul Krugman

Il premio Nobel americano si interroga sul futuro della moneta unica europea dopo la crisi greca

Paul Krugman, economista premio Nobel nel 2008 ed editorialista del New York Times, dice la sua sulla crisi greca che mette a dura prova gli equilibri economici europei in un articolo comparso sul suo blog, che qui traduciamo.

Per molto tempo ho pensato che probabilmente l’euro fosse stato un errore. Ma pensavo anche che il passato ormai è passato: non si può cambiarlo. Ero fortemente influenzato dall’idea espressa da Barry Eichengreen in un ormai classico articolo del 2007 (anche se avevo sentito quelle ragioni – forse proprio da Barry? – molto prima della sua pubblicazione): come sosteneva lui, ogni tentativo di abbandonare l’euro avrebbe richiesto tempo e preparazione, e durante il periodo di transizione si sarebbero verificati dei devastanti assalti agli sportelli. Quindi l’idea di una dissoluzione dell’euro era una non-possibilità.

Ma ora ci sto ripensando per una ragione semplice: le motivazioni di Eichengreen sono una buona ragione per non pianificare l’abbandono dell’euro, ma che succede se la corsa agli sportelli e la crisi finanziaria si verificano lo stesso? In tal caso, i costi marginali dell’abbandono si riducono drasticamente e la decisione sarebbe di fatto tolta dalle mani dei policymaker.

Effettivamente l’abbandono della convertibilità da parte dell’Argentina fu qualcosa di simile. Una scelta deliberata di cambiare la legge avrebbe provocato una crisi bancaria; ma nel 2001 una tale crisi erà già del tutto in corso, così come le restrizioni d’emergenza sui prelievi bancari. E quindi il non fattibile divenne fattibile.

Pensatela a questo modo: il governo greco non può annunciare una politica di abbandono dell’euro e sono sicuro che non abbia nessuna intenzione di farlo. Ma a questo punto è troppo facile immaginare che non riuscirà a pagare il debito, provocando una crisi di fiducia che costringerà il governo a imporre una “vacanza bancaria“. E a quel punto, succeda quel che succeda, la logica di restare agganciati alla moneta comune diventerà molto meno convincente.

E se la Grecia sarà costretta a uscire dall’euro cosa succederà agli altri membri traballanti?
Penso che adesso andrò a ripararmi sotto a un tavolo.

Paul Krugman
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