L’adoc contro la Rai: “Basta spot sulle scommesse durante i Mondiali”

L'associazione lancia la campagna #uncalcioallazzardo per dire “basta” alle pubblicità del gioco

“Noi crediamo sia fondamentale che il servizio pubblico Rai si adoperi per vietare la pubblicità del gioco d’azzardo sui propri canali, in particolare in concomitanza con eventi a forte impatto e diffusione”: queste le parole con cui l’Adoc, in occasione dei Mondiali, ha lanciato la campagna #uncalcioallazzardo per dire “basta” alle pubblicità del gioco. Lo riporta il sito Helpconsumatori. Nei programmi pre-partita del Mondiale trasmessi dalla Rai – ha fatto il conto l’associazione – uno spot su tre è focalizzato su scommesse e gioco d’azzardo.
 
L’associazione ha monitorato le tre partite Spagna-Cile, Uruguay-Inghilterra e Italia-Costarica: il 33% degli spot trasmessi prima dalla gara sulla Rai riguardava scommesse e azzardo. Prosegue in questo modo la mobilitazione intorno al fenomeno, già sottolineato da una petizione su change.org (che ormai ha raggiunto ottomila sostenitori) che chiede alla Rai di trasmettere Mondiali “liberi dall’azzardo”, ponendo uno stop alle pubblicità delle scommesse durante le partite e ricordando l’attenzione che anche il Parlamento sta ponendo nei confronti della piaga rappresentata dalla ludopatia.
 
Ora arriva, da parte dei consumatori, l’iniziativa dell’Adoc. Sostiene il presidente dell’associazione Lamberto Santini: “E’ eccessivo e pericoloso che ogni tre spot ce ne sia uno su scommesse e gioco d’azzardo, soprattutto in occasione di eventi, come le partite del Mondiale, seguitissimi sia da adulti che da bambini, in fasce orarie a rischio. Nella nostra indagine abbiamo preso in esame le tre partite trasmesse dal canale pubblico Spagna-Cile, Uruguay-Inghilterra e Italia-Costa Rica, le prime due alle 21, l’Italia alle 18. Se si pensa che lo share medio dei primi due incontri è stato del 21-23% nel prepartita, a fronte di un 31-35% durante la partita, è evidente che la platea di riferimento è estremamente vasta (dai 5,4 ai quasi 9 milioni di spettatori). Durante la partita dell’Italia il pubblico è raddoppiato, con una media di quasi 8 milioni di spettatori nel prepartita e di 16 milioni durante la partita”.
 
Il rischio della pubblicità all’azzardo è aumentato dal fatto che molti spettatori sono giovani e giovanissimi. Sostiene Santini: “Per questo abbiamo deciso di lanciare la campagna #uncalcioallazzardo, per ogni incontro trasmesso dalla Rai riproporremo questo messaggio, per un Mondiale libero dal gioco d’azzardo, affinché il calcio resti solo un gioco e un divertimento. Noi crediamo sia fondamentale che il servizio pubblico Rai si adoperi per vietare la pubblicità del gioco d’azzardo sui propri canali, in particolare in concomitanza con eventi a forte impatto e diffusione. Sarebbe un segnale forte che lo Stato dà nella lotta alle patologie da gioco d’azzardo. Sono circa 1 milione i giocatori patologici italiani adulti, più un 10% circa, stimiamo, di minorenni dipendenti. Fenomeni che vanno assolutamente contrastati, con ogni mezzo possibile. La decisione della Commissione di Vigilanza Rai di vietare sulla televisione pubblica ogni pubblicità diretta o indiretta al gioco d’azzardo nella fascia oraria che va dalle 7 alle 23, come condizione della Commissione per dare parere favorevole al nuovo contratto di servizio previsto per il periodo 2013-2015, va in questo senso ma deve trasformarsi in realtà”.
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