Juncker avverte l’Italia: “Crescita zero farà aumentare problemi”

"Ma non rappresenta rischio", precisa il Presidente della Commissione Ue. E sulla TAV: "Va fatta, la Ue ci mette 888 milioni"

“Noi lo avevamo previsto. Tutti noi riteniamo che la crescita arriverà allo 0,2 per cento, cioè allo zero. Sarà una sorta di stagnazione. Il che vuol dire che i problemi dell’Italia continueranno a crescere”.

Lo ha detto Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea, intervistato da Fabio Fazio durante la trasmissione “Che Tempo Che Fa”, annunciando anche l’incontro nelle prossime ore con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Premier Giuseppe Conte, definendolo “una normale conversazione tra amici”.

Incalzato sulla bassa crescita del nostro Paese ha però precisato:  “E’ in ritardo rispetto all’Europa da 20 anni. Bisognerà che l’Italia torni a scoprire gli strumenti che permetteranno di rilanciare la propria crescita. Ma dire che l’Italia costituisce un rischio è  un’esagerazione” con riferimento all’allarme del Fondo Monetario Internazionale sul fatto che la bassa crescita del Pil italiano e l’alto debito pubblico potrebbero mettere a rischio altre economie.

“La Tav va fatta, l’Ue ci mette 888 milioni di euro”  – Altro tema “caldo” è sicuramente la Tav sulla quale Juncker ha le idee molto chiare: “la Tav è importante per ragioni economiche, sociali e ambientali, quindi va fatta, ne vale la pena” anche perché “l’Ue concede circa 888 milioni di euro per cofinanziare il progetto della Torino-Lione. Sono stati già impegnati alcuni crediti e io desidererei che la Tav si facesse. Se questa galleria si costruisse, il 40% delle merci sarebbero  trasportate su ferro”.

“Brexit, pazienza si sta esaurendo” – Lasciando i confini di casa nostra, l’argomento che tiene tutti col fiato sospeso è sicuramente la Brexit che ancora non riesce a uscire dalle sabbie mobili. “Con i nostri amici britannici abbiamo avuto tanta pazienza, ma anche questa dopo un po’ si esaurisce. Vorrei che entro qualche giorno la Gran Bretagna trovi un un accordo sulla via da seguire”, ha detto Juncker. “Se fare un nuovo referendum o no non spetta a noi spetta ai britannici capire quali strumenti utilizzare per giungere alla fine di questo processo”, ha concluso.

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