Iva, l’aumento sarebbe un disastro per le famiglie italiane

Se non verrà evitato, dal 2019 l’Italia sarà il paese con l’aliquota Iva ordinaria più elevata dell’area dell’euro

(Teleborsa) Pesa come una Spada di Damocle sulla testa degli italiani e, soprattutto sulle loro tasche già in debito di ossigeno. L’aumento delle aliquote Iva rischia di alimentare una spirale recessiva che rischia di compromettere i segnali di ripresa dell’agroalimentare, dove i consumi interni sono ancora stagnanti, a fronte di una produzione in crescita, restano ancora al palo.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il pericolo dell’aumento dell’Iva riguarda beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% che rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie.

Va quindi scongiurato perchè – sostiene la Coldiretti – sarebbe un duro colpo per la spesa delle famiglie italiane in alimenti e bevande che nel 2017, dopo cinque anni di valori negativi, ha invertito la tendenza e ha fatto segnare un balzo record del 3,2%, secondo le elaborazioni su dati Ismea.

La spesa alimentare – conclude la Coldiretti – è la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione con un importo complessivo di 215 miliardi ed è quindi un elemento fondamentale per la ripresa dell’economia. Se non verrà disinnescato l’aumento, dal 2019 l’Italia sarà il Paese con l’aliquota Iva ordinaria più elevata dell’area dell’euro. Il balzo al 24,2% ci consentirebbe di scavalcare tutti e di posizionarci in testa alla classifica dei più tartassati dalle imposte indirette.
L’Italia sarà il paese più tartassato d’Europa – Se non verrà disinnescato l’aumento, dal 2019 l’Italia sarà il paese con l’aliquota Iva ordinaria più elevata dell’area dell’euro. Dalla sua apparizione ad oggi sono trascorsi 45 anni. L’aliquota ordinaria dell’Iva, infatti, è stata introdotta per la prima volta nel 1973 e fino a quest’anno è aumentata 9 volte. Gli ultimi aumenti Iva risalgono al settembre 2011 (dal 20 al 21%) e al 2013 (dal 21 al 22%), con una maggiore spesa pari a +499 euro a famiglia su base annua. Il gettito per le casse dello Stato è risultato tuttavia inferiore alle aspettative, perché i consumatori hanno reagito al rincaro dei prezzi riducendo la spesa.

Tra i principali paesi della zona euro siamo quello in cui è cresciuta di più: ben 10 punti, un primato che nessuno ci invidia.

Iva, l’aumento sarebbe un disastro per le famiglie italiane