Iva, l’aliquota su dell’1%. Record dei prezzi: aumenti del 7%

Gli aumenti interessano soprattutto l’abbigliamento, la musica e i dvd

Il 17 settembre è scattato l’aumento dell’Iva. Sono passati dal 20 al 21% i detersivi, i giocattoli, le tv, ma anche auto, moto, abbigliamento, scarpe, computer, vino, cioccolata, calzature e una serie di altri servizi.
Un aumento che si è riversato immediatamente sui prezzi. Ma non dell’1%, come si potrebbe pensare. Secondo la denuncia delle associazioni dei consumatori il rincari hanno superato abbondantemente il balzo dell’Iva, fino ad arrivare a punte del 7%.

L’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) – per esempio – ha monitorato alcuni negozi prima e dopo l’innalzamento dell’aliquota. Ecco i risultati. Oggi per fare un corso in piscina potremmo spendere al mese il 5,4% in più e per l’aperitivo con gli amici, aumenti del 3,2%. Si tratta solo di un campione e alcuni prezzi (come nel caso degli aperitivi) sono solo una media di quelli rilevati sul territorio nazionale. Ma dai risultati finali si ha un’idea di quanto, l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto, stia impattando sugli acquisti.

E secondo l’Adoc il rincaro dell’Iva colpisce sopratutto musica e film. Un cd musicale costa in media 20,90 euro, per un dvd con un film servono 23,50 euro. Con l’aumento legato al rincaro dell’Iva, i prezzi sono in realtà saliti del 7,7% e del 2,6% in più rispetto ad agosto. Se poi si guarda al confronto con i mercati europei, emerge che i prezzi negli altri paesi sono notevolmente inferiori. È quanto denuncia l’Adoc che parla di “conseguenze nefaste per i costi di cd e dvd” legate all’aumento dell’Iva al 21%. Un mercato già in affanno nel quale diventa sempre più diffusa la pirateria. Sostiene il presidente Adoc Carlo Pileri: “Il costo di un cd è aumentato, in media, di 1,50 euro rispetto al periodo con l’Iva al 20%, mentre per un dvd si spendono 60 centesimi in più. I rincari fuori controllo registrati su cd e dvd hanno aumentato la forbice di prezzo con il resto d’Europa, dove mediamente per l’acquisto di un cd si spende il 37% in meno che in Italia, mentre per acquistare un dvd si risparmi il 24%”.

Un’altra associzione, il Codacons, fa notare che “se l’Iva passa dal 20 al 21%, non significa che un bene che prima veniva 1 euro ora passa a 1,01 euro. Bisogna scorporare e considerare il prezzo del bene senza Iva, e su quello applicare l’Iva maggiore al 21%». E facendo questi calcoli, i conti non tornano. Lo dimostrano, dice Carlo Rienzi, presidente del Codacons, le decine e decine di segnalazioni arrivate.

Iva, l’aliquota su dell’1%. Record dei prezzi: aumenti del 7%