Italiani sempre più “sostenibili” ma resta gap con UE

Le persone sono sempre più consapevoli dell’impatto delle loro azioni in termini di sostenibilità: dagli acquisti, all’alimentazione, ai viaggi. Ma in che modo questi principi influenzano le scelte dei risparmiatori e come funziona l’investimento sostenibile in pratica?

Quasi la metà degli italiani ha già scelto di abbracciare la sostenibilità e investe sempre o spesso in fondi attenti a questi criteri.

Lo dimostrano i risultati della ricerca annuale Schroders Global Investor Study 2020, che ha coinvolto oltre 23.000 persone in 32 Paesi, da cui emerge che un ulteriore 36% investe occasionalmente in questo tipo di strumenti, contro un 24% che invece investe raramente o non investe del tutto in modo sostenibile.

Lo studio, tuttavia, evidenzia al contempo l’esistenza di un gap da colmare, con le percentuali italiane che risultano inferiori sia a quelle europee che a quelle globali. In Europa, infatti, gli investitori scelgono gli investimenti sostenibili sempre/spesso nel 44% dei casi, occasionalmente nel 35% dei casi e raramente/mai nel 21% dei casi, mentre a livello globale le medie sono rispettivamente del 47% (sempre/spesso), 35% (occasionalmente) e 18% (raramente/mai).

Il motivo per cui gli italiani guardano con interesse agli investimenti sostenibili è che sono percepiti come potenzialmente “più redditizi” per il 40% degli investitori contro il 42% del dato globale ed il 39% di quello europeo.  Il 47% degli italiani invece ne è attratto grazie al maggiore impatto positivo sull’ambiente, allineandosi alla media globale ed europea.

Quando si parla di sostenibilità gli italiani mostrano sempre più interesse di “sapere”: il 66% di essi, infatti, parlando con il proprio consulente finanziario, richiede espressamente informazioni sugli investimenti sostenibili, rispetto una media globale del 65% e una media europea del 61%.

In termini di età i Millennial sono i più interessati a comprendere meglio questo tipo di investimenti. In Italia ben il 77% di essi afferma di aver chiesto informazioni al proprio consulente finanziario, contro il 67% della Generazione X2 e il 59% dei Baby-boomer. La tendenza è simile, ma con un livello di interesse minore, sia a livello globale (70% dei Millennial, 67% della Generazione X e 57% dei Baby-boomer), che a livello europeo (63% dei Millennial, 59% della Generazione X e 56% dei Baby-boomer).

Ma come avviene il dialogo tra investitori e consulenti finanziari in tema di sostenibilità? In Italia, nel 51% dei casi sono gli investitori a richiedere informazioni al proprio consulente in merito agli investimenti sostenibili (45% a livello globale, 48% in Europa), mentre nel 14% dei casi sono i consulenti a prendere l’iniziativa e a fornire maggiori informazioni su questo tipo di strumenti (16% a livello globale, 18% in Europa).

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