Italiani risparmiatori, ma per telefonino e tv si fa un’eccezione

Cala il reddito delle famiglie e calano i consumi che vanno dove ci sono gli incentivi. Bene il mercato auto. Per ora

Italiani risparmiatori, si è sempre saputo.
Ma a volte si risparmia per necessità.

Secondo l’Istat, nel 2009 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è diminuito del 2,8% rispetto al 2008. L’istituto di statistica dimostra anche che si tratta della riduzione più significativa a partire dagli anni ’90.

E così anche la spesa degli italiani è cambiata, i dati di febbraio parlano chiaro, ma non mancano le sorprese.
Secondo l’indicatore Icc di Confcommercio, dal carrello escono surgelati, cibo già pronto, bevande, prodotti per la cura della casa e della persona, mentre entrano televisori, telefonini e, grazie agli incentivi, l’auto.

E’ come se le priorità delle famiglie siano cambiate: meglio mangiare un po’ meno, ma guai a staccarsi dall’amato elettrodomestico.
Nel complesso, i consumi sono comunque in calo: rispetto a gennaio, -0,5%. Segno che la ripresa più volte annunciata è quanto meno fragile e altalenante. Sicuramente insufficiente.

Il calo congiunturale più forte lo scontano i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi: -2,5%, dopo che già nel 2009 erano calati dei 3,1%.
E se non ci fossero i discount – dove fa la spesa una famiglia su tre – il calo sarebbe almeno del 5%. I più penalizzati sono surgelati e cibi pronti.
Calano in quantità anche alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-0,6%), ma aumentano in valore (1,9%). Cosa significa? Semplice: che il caro pasto non si è fermato

Per vestiti e scarpe gli acquisti sono invece scesi dell’1,5% in quantità e del 2,2% in valore.
Stabili i beni e i servizi per la casa (crescita zero), che però registrano una ripresa nella seconda metà dell’anno scorso, dopo il crollo del primo semestre 2009. A trainare, c’è l’elettronica di consumo, soprattutto televisori e schermi piatti.

Le performance migliori sono quelle dell’auto, che traina i “beni e servizi per la mobilità”: +18,5% a febbraio 2010 su febbraio 2009. Ma finiti gli incentivi, ecco che il mercato crolla: la variazioni congiunturali ci parlano di un -4,3% a gennaio 2010 e di un -0,1% a febbraio.
Bene invece telefonini e affini, perché i beni e i servizi per le comunicazioni e per l’Ict domestico crescono di un 1,2% tendenziale.

Insomma, l’acquisto va là dove lo porta l’incentivo.

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