Gli italiani e il bancomat, un rapporto ancora difficile

Restano i timori di truffe e di clonazioni. Mentre la percentuale dei negozi che usa la carta elettronica si attesta al 63%

Il 70% degli italiani possiede la carta bancomat, ma solo un utente su due la utilizza per prelevare o fare acquisti. Una nuova ricerca Wincor Nixdorf, realizzata in collaborazione con Doxa, conferma che la carta elettronica più diffusa in Italia trova ancora almeno due resistenze nella popolazione:
1) sicurezza percepita non sempre sufficiente;
2) poca dimestichezza con la tecnologia, soprattutto tra le donne e la popolazione anziana

Il 70% degli italiani possiede una carta bancomat; solo il 52% la usa per prelevare, il 53% per fare acquisti. Il prelievo medio allo sportello è di 150 euro. Ogni settimana in Italia si prelevano oltre 4
miliardi di euro.

Il 29% degli intervistati esprime almeno una paura nel prelevare al bancomat: il 27% si fida poco della tecnologia, il 23% mostra paure di natura personale.  Gli italiani che annotano il codice “pin” sul bancomat o su di un foglietto nel portafoglio sono in via d’estinzione: ora il 67% lo impara a memoria, il 20% lo trasforma in numero di telefono.

Le abitudini rassicurano: quasi la metà degli intervistati preleva sempre allo stesso sportello bancomat (47%), un italiano su tre lo fa presso gli stessi due o tre sportelli (37%).
Solo il 64% dei piccoli esercenti (farmacie, benzinai, tabaccai) accetta il bancomat, ma già il 15% di loro usa i nuovi sistemi di versamento intelligente (il 20% dei tabaccai).

Tra le paure che limitano il ricorso al bancomat, quella oggi più diffusa e percepita è sicuramente quella della clonazione della carta. Il 19% degli italiani ha dato infatti a questa voce il massimo valore di rischio percepito. Una risposta adeguata delle banche e l’assunzione di particolari presidi a tutela dell’utente possono aiutare a rassicurare. Tra questi, ad esempio, risultano graditi e valutati importanti le videocamere di sicurezza, gli sms che segnalano prelievi superiori ad un certo importo, i sistemi di allarme che rilevano situazioni sospette a tecnologie innovative di sicurezza aggiuntive rispetto al codice “pin” (come per esempio l’impronta digitale).

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