Italia – Ue ultimo atto, la risposta di Tria: 2,4% deficit limite invalicabile

L’indebitamento netto, si legge ancora nella lettera, "sarà sottoposto a costante monitoraggio"

(Teleborsa) Italia-Ue, ultimo atto. Una giornata lunghissima e tesa quella di ieri in cui “Il livello del deficit al 2,4% del Pil per il 2019 sarà considerato un limite invalicabile”. E’ quanto scrive il ministro dell’economia, Giovanni Tria, nella lettera di risposta all’Unione Europea sui rilievi al documento programamtico di bilancio 2019.

L’indebitamento netto, si legge ancora nella lettera, “sarà conseguentemente sottoposto a costante monitoraggio” e il Ministero dell’economia “è tenuto a verificare che l’attuazione delle leggi avvenga in modo da non recare pregiudizio al conseguimento degli obiettivi concordati e ad assumere tempestivamente, in caso di deviazione, le conseguenti iniziative correttive nel rispetto dei principi costituzionali”. Il governo resta fiducioso sulle possibilità di conseguire gli obiettivi di crescita contenuti nel quadro programmatico del documento di programmazione.

“Sottolinea ancora una volta, si ribadisce, che la manovra è stata costruita sulla base del quadro macroeconomico tendenziale e non tiene conto della crescita programmata. Questa impostazione introduce nella legge di bilancio un cuscinetto di salvaguardia, che previene un deterioramento dei saldi di bilancio anche nel caso in cui gli obiettivi di crescita non siano pienamente conseguiti”.

Merkel “tifa” per una soluzione – Nelle ultime ore è intervenuta anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, nell’ultima replica del suo discorso davanti alla plenaria del Parlamento europeo,  a Strasburgo, che ha detto di sperare che si troverà una soluzione alla controversia fra Italia e Ue sulla manovra finanziaria, ma ha anche ricordato che l’Italia ha approvato le regole dell’euro, aggiungendo che ora non si può dire che non siano più importanti.”Noi vogliamo tendere la mano all’Italia, ma voglio dirlo chiaramente: l’Italia, ha ricordato, è un membro fondatore dell’Ue e ha partecipato alla decisione di molte regole che ora sono le nostre basi giuridiche. Non si può affermare ora che queste regole non interessano più”.

Intanto le reazioni dei mercati non tardano ad arrivare. La giornata si apre con  lo spread che vola sfondando quota 310.

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