Italia, l’inflazione va per conto suo

Crescono i prezzi e scendono i salari. Per le famiglie, spese aggiuntive comprese tra i 390 e i 660 euro

Se c’è crisi, la gente dovrebbe stringere la cinghia e i prezzi, quindi, dovrebbero calare.
E’ uno dei piccoli vantaggi che la recessione concede al consumatore. Ma l’Italia, si sa, è fatta a modo suo.

La crescita dell’inflazione a gennaio è infatti in piena contraddizione con l`andamento economico del Paese, rimarca una nota congiunta di due associazioni consumatori: Federconsumatori e Adusbef.

“È francamente incredibile la conferma del tasso di inflazione all’1,3% nel mese di gennaio – si legge nella nota -si tratta di un dato in piena contraddizione con l`andamento economico della domanda di mercato, che ha conosciuto una fortissima contrazione dei consumi (da -2,5% a -3%), una caduta verticale dei redditi della famiglie (-1,8/-1,9% secondo le stime dell`Osservatorio Federconsumatori confermate da più fonti) e, quindi, una drastica riduzione della loro capacità di acquisto”.

E così “la crescita del tasso di inflazione a questi livelli contribuisce a debilitare ulteriormente le condizioni già precarie delle famiglie, comportando un aumento di 390 euro annui“.

Il punto è che di certi beni, crisi o non crisi, le famiglie non possono fare a meno. E sono forti i sospetti che qualcuno ci stia speculando.
“Sollecitiamo pertanto il Governo ad intervenire in tal senso – esortano le due associazioni – avviando maggiori controlli e verifiche sul versante delle speculazioni, operando, come chiediamo da tempo, una detassazione per il reddito fisso di almeno 1200 Euro annui, indispensabile per rilanciare la domanda di mercato, e realizzando quel blocco delle tariffe promesso dal Viceministro Vegas, del quale, però, ancora non abbiamo visto traccia. Secondo lo studio aggiornato effettuato da Federconsumatori ed Adusbef, gli aumenti delle tariffe, se non verranno arginati, nel 2010 determineranno per le famiglie maggiori spese per 660 euro“.

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