L’Italia è in recessione. I dati Istat lanciano l’allarme, l’Ocse conferma lo stato di crisi

Crollano i consumi delle famiglie. Il prodotto interno lordo registra il dato peggiore dal 2009. L'unica domanda interna in attivo è la spesa della PA

Nel primo trimestre del 2012 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% nei confronti del primo trimestre del 2011. E’ quanto rende noto l’Istat che specifica che tutte le componenti della domanda interna eccetto la spesa della Pubblica Amministrazione sono risultate in diminuzione.

La recessione è tecnicamente conclamata, trattandosi del terzo trimestre consecutivo in cui il Paese registra un calo del Pil.

Si tratta del calo peggiore dal primo trimestre del 2009, quando la contrazione sul trimestre precedente era stata del 3,5%. Per l’andamento del Pil, ‘Italia è il fanalino di coda nell’eurozona e dei principali Paesi del G8: rispetto agli Stati Uniti e al Giappone il Pil è infatti aumentato, rispettivamente, dello 0,5% e dell’1%.

La crisi colpisce tutti i settori produttivi, eccezion fatta per l’agricoltura. E’ quello edile il settore più in crisi. Il segno negativo precede i dati delle costruzioni (-3,2%), dell’industria in senso stretto (-1,6%), del settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (-1,0%), del settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (-0,5%) e di quello degli altri servizi (-0,1%); una variazione positiva si registra solo per il cpmparto agricolo. (+4,9%).

Per quanto riguarda la spesa delle famiglie sul territorio nazionale nel primo trimestre, ha registrato una riduzione del 2,4% su base annua e dell’1% sui tre mesi precedenti.
Le famiglie risparmiano e rimandano a data da destinarsi l’acquisto di nuovi beni durevoli, come elettrodomestici e auto, che hanno subito un vero e proprio crollo: su base annua sono scesi dell’11,8%. Male anche la spesa di beni non durevoli che è calata del 2,3%, mentre gli acquisti di servizi dono diminuiti dello 0,2%.

L’Ocse aggiunge al quadro preoccupante fornito dai dati Istat un altro segnale allarmante: il superindice economico dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (in inglese leading indicator, rappresenta un insieme di indicatori economici che vengono usati per predire l’evoluzione del ciclo economico) è quasi al palo ad aprile nella media dei paesi avanzati. E il nostro Paese è quello in cui il superindice economico ha registrato il calo mensile più forte tra i Paesi avanzati: meno 0,18 per cento.

L’Italia è in recessione. I dati Istat lanciano l’allarme...