Italia fuori dai Mondiali di calcio: quanto ci costa economicamente

Il flop sul campo degli Azzurri si tramuterà in una bastonata economica per la Federazione

Dopo 70 anni l’Italia non parteciperà alla fase finale dei Mondiali di calcio. L’eliminazione ai play off da parte della modesta Svezia costerà al calcio italiano non solo in termini sportivi e di immagine, ma anche sul piano economico. Una bastonata che coinvolgerà il sistema calcio nel suo complesso, dalla Federazione ai media passando per gli sponsor, ed influirà sul PIL del Paese. Fra sponsorizzazioni, diritti Tv e premi Fifa – sottolineano M. Bellinazzo e A. Biondi sul Sole 24 Ore – la cifra in ballo si aggira sui 100 milioni.

IL PREMIO PARTECIPAZIONE – Per Russia 2018 il totale dei contributi economici ammonterà a 790 milioni di dollari, di cui 400 milioni di dollari saranno riservati alle 32 squadre che parteciperanno alla fase finale. Ciascuna delle 32 finaliste riceverà dunque un gettone da 1,5 milioni di dollari, mentre le 16 eliminate nella fase a gironi intascheranno comunque 8 milioni di dollari ciascuna. Superare i gironi e avviarsi verso gli scontri a eliminazione diretta garantirà altri premi e le due finaliste potrebbero accumulare un tesoro di 38 milioni di dollari per la vincitrice e 28 per la seconda classificata. Un cammino fino ai quarti di finale può portare a preventivare un incasso “minimo” sui 18 milioni.

SPONSOR E ROYALTIES – Il primo effetto è ovviamente la svalutazione del ‘brand’ Italia in termini di sponsorizzazioni. Per esempio quella dello sponsor tecnico Puma, che ha siglato un contratto fino al 2022 cion la Federazione da 18,7 milioni annui fissi. L’azienda tedesca, oltre al corrispettivo fisso, riconosce delle royalties legate alla partecipazione della Nazionale a eventi speciali (Mondiale ed Europei). Nel 2014 in Brasile, calcola il Sole 24 Ore, il Mondiale ha rappresentato metà dell’intero merchandising azzurro, con circa 2,7 milioni di euro di royalties. Che nel 2018 semplicemente non ci saranno. Senza contare che la mancata qualificazione a Russia 2018 avrà ora un inevitabile effetto depressivo sui contratti futuri da stipulare con gli sponsor per il quadriennio che porta a Qatar 2022.

DIRITTI TV – Gli ultimi Mondiali del 2014 hanno portato nelle casse delle concessionarie di Rai e Sky rispettivamente sui 70 e 40 milioni. Ora l’assegnazione entrerà nel vivo in un’asta per la quale, oltre alla Rai, si è fatta avanti anche Mediaset. In palio ci sono i diritti audiovisivi delle edizioni 2018 in Russia e del 2022 in Qatar. La procedura è stata aperta a fine agosto dalla Federazione, con Mp&Silva nel ruolo di advisor. L’aggiudicazione è “full rights”: in chiaro e pay. Si vedrà però a quali cifre. Non certo i 180 milioni delle ultime edizioni.

ECONOMIA ED ERARIO – L’impatto economico interesserà ovviamente in primis alcuni settori del terziario legati a media e sponsor, nonché quella attività classicamente da partita in compagnia (bar,pub,pizzerie). Inoltre le scommesse sportive. Se ci rifacciamo a quanto avvenuto quattro anni fa nel Mondiale brasiliano, nell’estate 2014 ci sono stati 268 milioni di puntate sulle partite di cui 19 sulle tre giocate dall’Italia. Scommesse che in generale hanno procurato un gettito per l’Erario di circa 10 milioni.

Leggi anche:
Quando l’atleta diventa imprenditore: storie di successi e flop clamorosi
I bonus milionari dei supermanager

Italia fuori dai Mondiali di calcio: quanto ci costa economicamente
Italia fuori dai Mondiali di calcio: quanto ci costa economicamen...