In Italia la benzina più cara d’Europa

Al netto della tasse solo la Danimarca ha il pieno più costoso

Non si fermano i rialzi del prezzo della benzina. Nonostante dagli Stati Uniti sia arrivata la notizia di un incremento delle scorte di greggio, dando – così – il via a un sensibile ribasso del prezzo del barile, sceso a 86 dollari. Aumenti che interessano tutte le compagnie ad eccezione dell’Agip che mantiene i prezzi fermi a tre settimane fa.

Secondo gli ultimi dati forniti dal portale dell’energia della Ue, rilevati circa a un mese fa, l’Italia, tra i 27 Paesi, è seconda solo alla Danimarca per il prezzo di un litro di benzina al netto della tasse: 0,56 euro (8 marzo), contro gli 0,57 danesi. La Germania si ferma a 0,49, la Francia a 0,51, il Regno Unito a 0,45 e la Spagna a 0,54.
Dunque, non sono solo le imposte a mantenere alto il costo dei carburanti, anche se il governo ha allo studio una sterilizzazione dell’Iva e delle altre tasse che gravano sul pieno. Da segnalare l’immobilismo dell’Eni per il tramite dell’Agip. Probabilmente la politica è dettata dall’azionista di maggioranza che è lo Stato. Non solo Agip, in questo modo potrebbe aggiudicarsi altre grosse fette di mercato. Inoltre nel calmierare i prezzi è agevolata dal fatto che è sia produttore sia distributore e può contare su una rete self service capillare e diffusa.

Infine va ricordato che sui carburanti pesano anche le diverse accise regionali, oltre quelle statali. In Campania, Liguria e Marche il pieno alla pompa è più esoso che nel resto d’Italia.

In Italia la benzina più cara d’Europa