Istat, ripresa con il fiatone e il mercato del lavoro non decolla

La bassa produttività spinge ingiù i salari e non crea nuovi posti di lavoro. Una famiglia su quattro a rischio povertà

Ripresa a ritmi lenti, con crescita del divario rispetto al resto dell’Europa, insieme a un “persistente deterioramento del mercato del lavoro”, che penalizza giovani e donne. E inoltre un’evoluzione “stagnante della produttività” e dei salari. E’ questa la fotografia dell’Italia scattata dal “Rapporto Annuale” dell’Istat.

Vediamo quali sono i problemi della mancata crescita italiana.
1) La stagnazione dell’economia si riflette sul calo del potere dell’acquisto delle famiglie, costrette a erodere i risparmi per mantenere stabile il proprio tenore di vita (la propensione al risparmio nel 2010 si è attestata al 9,1%, il valore più basso dal 1990).
2) Il mercato del lavoro è “più debole” e presenta “una minore qualità dell’occupazione”. Nel biennio 2009-2010 gli occupati sono scesi di 532.000 unità: oltre la metà è concentrata nel Mezzogiorno, ma la flessione riguarda anche il Nord (-228.000). Il maggiore calo si è prodotto nell’industria (404.000 posti di lavoro persi). La Cassa Integrazione (aspetto sottolineato più volte anche dal governo) ha fatto in parte da ammortizzatore, un ruolo che però è ormai in via di esaurimento.
3) Lo “zoccolo duro” della disoccupazione rimane dunque di circa due milioni di disoccupati. Ma sono due milioni anche gli scoraggiati, coloro che cioè nel 2010 non hanno più cercato un lavoro o perché in attesa degli “esiti di passate azioni di ricerca” o più semplicemente perché convinti che non avrebbero trovato nulla. Due milioni sono anche i NEET, i giovani che cioè non hanno un impiego, non studiano e non fanno alcun tipo di pratica professionale o apprendistato.
4) Resta alto il digital divide delle famiglie italiane: “La quota di quelle che hanno accesso a Internet da casa è più contenuta rispetto a molti paesi dell’Unione, con un tasso di penetrazione del 59% (media europea del 70%). Inoltre, meno del 50% delle famiglie italiane che possiede un accesso a Internet si connette tramite la banda larga (media europea del 61%)”.

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