Investire nel 2020: è meglio l’immobiliare o i beni rifugio?

Investire nel 2020: è meglio l’immobiliare o i beni rifugio?

Se al giorno d’oggi, nel 2020, per molti italiani ma non solo, il problema è avere del denaro da investire, anche chi invece la possibilità di fare un investimento ce l’ha, non è certamente esente da dubbi e preoccupazioni.

Sono infatti molto numerosi i quesiti che aleggiano sopra ogni movimento e sopra azione finanziaria, e sono altrettante le incertezze. Sono parecchie le domande con le quali gli investitori si interrogano al giorno d’oggi: che tipo di investimento è opportuno scegliere? Come è possibile diversificare il proprio portafoglio nel modo migliore e più saggio? È meglio investire in azioni o è invece preferibile acquistare acquistare oro? O, ancora, ha senso decidere di optare per il mattone e scegliere di comprare un immobile?

Le possibilità, insomma, per mettere a rendita il proprio denaro non solo non mancano, ma anzi sono davvero molteplici. Detto ciò, in questo nuovo decennio appena iniziato, quale potrebbe essere la più profittevole?

La situazione internazionale nel 2020

Quando si parla di investimenti, soprattutto in un’ottica di medio-lungo periodo, è sicuramente necessario tenere in considerazione numerose variabili: fra queste è senza ombra di dubbio compresa la situazione geopolitica, che può avere un’influenza di non piccolo spessore sull’andamento dei mercati finanziari. Le crisi e le tensioni internazionali possono generare una situazione di incertezza, che solitamente spinge gli investitori a rischiare di meno, orientando le loro preferenze verso scelte più sicure: verso i cosiddetti beni rifugio, come per esempio l’oro.

Da questo punto di vista, il 2020 non è sicuramente iniziato nel migliore dei modi: abbiamo infatti assistito alla crisi militare tra gli Stati Uniti d’America e l’Iran. Questa crisi è stata generata dall’uccisione del generale iraniano Soleimani e sarà di fondamentale importanza monitorare in che modo evolverà la situazione sul fronte iraniano nel corso dei mesi a venire.

Fra gli altri temi da seguire, poi, citiamo la cosiddetta guerra dei dazi che coinvolge ancora una volta gli Stati Uniti d’America e la Cina. Si tratta di un conflitto che si trascinava da ormai circa due anni e che nel mese di gennaio ha visto un’inaspettata svolta grazie alla firma di un accordo pacificatore tra i due Paesi.

Inoltre, bisogna anche tenere d’occhio i preparativi per le elezioni presidenziali americane, che vedranno il presidente in carica Donald Trump cercare di restare saldo alla guida della prima potenza mondiale per altri quattro anni.

Il sentimento generale che caratterizza i mercati è oggi uno solo, ed è l’incertezza. Questa incertezza segue a un andamento fortemente positivo di quasi tutti le borse mondiali nei dodici mesi appena trascorsi. Ma nonostante, dunque, un 2019 tutto sommato positivo, il 2020 è ancora avvolto da una confusa nube. La ragione di questo exploit dello scorso anno sulle piazze finanziarie non è però da ricercarsi in fattori strutturali, bensì nell’intervento delle banche centrali, il quale potrebbe non essere rinnovato nel corso dell’anno appena iniziato.

Alla ricerca di stabilità: è meglio puntare sugli immobili o sui beni rifugio?

Quando gli investitori vanno alla ricerca di una maggiore sicurezza per i propri asset, le possibilità che si trovano di fronte si orientano principalmente su due fronti: uno è sicuramente il mercato immobiliare mentre il secondo sono i cosiddetti beni rifugio. Ma quale dei due è meglio? Cerchiamo ora di valutare bene entrambi gli scenari.

Il mattone si appresta a vivere un momento senza dubbio positivo in tutta l’Europa. In base alle più recenti rilevazioni elaborate dall’Eurostat, il mercato immobiliare sta facendo segnare una ripresa, con un aumento medio dei prezzi pari al 4,2%. Per quanto riguarda, nello specifico, il mercato italiano, già a partire dallo scorso anno gli operatori hanno assistito a una crescita della domanda e, allo stesso tempo, a una riduzione dei tempi di vendita. In alcune città, poi, si sono osservati aumenti non solo per quanto concerne i prezzi di vendita, ma anche per i canoni di affitto. Per chi pensa di fare un investimento, però, c’è da considerare che il mercato italiano viene da una stagnazione che dura da diversi anni e di conseguenza i prezzi sono davvero ai minimi storici: questo scenario si rivela essere ovviamente molto favorevole per chi intende comprare un immobile.

Per quanto riguarda invece i beni rifugio, iniziamo la nostra analisi con quello che è considerato – da sempre, senza alcun dubbio – l’investimento più sicuro, l’investimento per eccellenza: stiamo parlando dell’oro.

Il metallo prezioso nel 2019 ha visto un sensibile aumento del suo prezzo: esso, infatti, è passato dai circa 1.280 dollari all’oncia (dato relativo al mese di gennaio 2019) ai 1.500 dollari (cifra che è stata raggiunta poi nel corso dell’anno). E stando all’esperta opinione di alcuni analisti, il trend non sembrerebbe destinato a cambiare, anzi: alcune previsioni parlano addirittura di poter toccare la quota di 2.000 dollari all’oncia nel corso del 2020 appena iniziato. A pesare e influenzare è ovviamente la situazione internazionale, accompagnata da tutte le sue incertezze. Se questo outlook è considerato decisamente (forse troppo) ottimistico, una più prudente previsione a 1.600 dollari è invece condivisa da quasi tutti gli analisti.

Comprare un immobile in Italia nel 2020

Ma tornando alla situazione corrente nel nostro Paese, conviene oggi, nel 2020, comprare un immobile, sia come prima casa sia come investimento? Per capire con precisione se il mattone sia ancora redditizio o meno, si possono osservare i dati che sono stati raccolti dagli Osservatori Nomisma, i quali hanno valutato con attenzione il rendimento medio degli ultimi dieci anni nelle principali metropoli e nei principali comuni della penisola italiana. Prendendo in considerazione un investimento pari a 100.000 euro per una prima casa nell’anno 2009, i rendimenti dopo un decennio vanno dal 16,1% (rispetto all’inflazione) di Roma al 2% di Bologna.

Secondo uno studio Tecnocasa, invece, oggi i rendimenti medi nelle principali città dello Stivale si attestano intorno al 5% (2,5% netto). In particolare, acquistare un bilocale nelle zone periferiche delle grandi città può portare ad un rendimento superiore: il dato è pari al 7% nel caso di Milano, all’8% nel caso di Napoli e al 10%, infine, per quanto riguarda Roma.

 

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