Investire in francobolli col 25% di rendimento. Ecco come

In un'epoca di tassi a zero è forte la ricerca di investimenti alternativi da parte dei risparmiatori, dove un'offerta di natura non prettamente finanziaria riesce a porsi in risalto

Il periodo storico, fra crisi cicliche e interessi bassissimi, è fertile per la ricerca di forme di investimento alternative da parte dei risparmiatori. Negli ultimi giorni ha fatto particolarmente rumore la pubblicizzazione di una forma d’investimento non prettamente finanziaria, eppure subito risultata interessante a molti. Si tratta di francobolli, con una rivalutazione assicurata del 25%.

Rivalutazione garantita al 25%
Lo propone il contratto ResaSicura di Bolaffi, la storica casa d’aste torinese da sempre specializzata in filatelia e numismatica. Nella proposta si legge: “Con ResaSicura Bolaffi puoi avere un’importante selezione di francobolli del Regno d’Italia emessa negli anni Trenta, a un prezzo conveniente e inferiore rispetto all’attuale valore di mercato. Se, dopo 5 anni vorrai restituirla, Bolaffi ti assicura il riacquisto, con una rivalutazione del 25% Una proposta da non lasciarsi sfuggire per unire passione, divertimento, amore per le cose belle e investimento sicuro: chiedi informazioni senza impegno!”

Il sito dell’Aduc, l’Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori, ha verificato l’informazione su Francobolli.it, direttamente gestito da Bolaffi, dove pure si legge: “Una grande proposta per chi vuole mettere i risparmi al sicuro con la certezza di rendimento garantito. ResaSicura è la soluzione che ti garantisce capitale e interessi e ti invita nel mondo affascinante del collezionismo di francobolli. Con ResaSicura Bolaffi ti offre una preziosa selezione di francobolli originali e autentici del Regno d’Italia nuovi fior di stampa, emessi negli anni ’30: otto importanti serie (tra cui IV Milizia, Roma – Mogadiscio, Volo diretto Roma – Buenos Aires) per te a 400 euro, con la certezza di una rivalutazione nel tempo e il realizzo alla scadenza di 5 anni. Dopo 5 anni Bolaffi si impegna, se tu lo vorrai, a riacquistare la collezione riconoscendo una rivalutazione del 25%”.

Contratti come quello proposto da Bolaffi rientrano a pieno titolo nella categoria dei prodotti finanziari, come previsto dal Testo Unico della Finanza all’articolo 1, comma 1, lettera u, dove si considerano “prodotti finanziari” sia le figure “tipizzate” degli “strumenti finanziari”, sia “ogni altra forma di investimento di natura finanziaria” vale a dire un investimento in cui -come più volte ribadito dalla Consob- vi è la compresenza di tre elementi qualificanti: un impiego di capitale, un’aspettativa di rendimento di natura finanziaria e l’assunzione di un rischio direttamente connesso e correlato all’impiego di capitale. I tre requisiti sono contemporaneamente presenti nell’offerta “ResaSicura” di Bolaffi. Altro fattore di cui la Consob tiene conto nel valutare il messaggio pubblicitario è che il contratto viene proposto come un investimento.

Ciò comporta l’obbligo previsto dall’art. 94, comma 1, del Testo Unico della Finanza: “Coloro che intendono effettuare un’offerta al pubblico pubblicano preventivamente un prospetto. A tal fine, per le offerte aventi ad oggetto strumenti finanziari comunitari nelle quali l’Italia è Stato membro d’origine e per le offerte aventi ad oggetto prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari comunitari, ne danno preventiva comunicazione alla Consob allegando il prospetto destinato alla pubblicazione. Il prospetto non può essere pubblicato finché non è approvato dalla Consob”.

I rischi
Ma aduc.it ha anche analizzato l’effettiva convenienza dell’offerta, ricavandone indicazioni contrastanti. “Un rendimento lordo del 25% in 5 anni – si legge nell’analisi – e senza alcuna certezza di rientrare in anticipo del capitale non è affatto elevato come potrebbe apparire in epoca di tassi a poco più di zero. Un investimento illiquido e con rischio controparte elevato richiede il riconoscimento di un tasso di interesse ben superiore. Da tenere pure in debita considerazione è il rischio di perdita del capitale: se si avesse necessità di vendere prima dei cinque anni, o anche dopo nel caso in cui si mantenesse il possesso dei francobolli, si sarebbe in balìa di un mercato molto particolare, che non è affatto stabile come si crede dall’esterno ed in cui il prezzo viene fatto dai commercianti per via dell’assenza di un luogo di incontro tra domanda e offerta. Analogo discorso vale per il prezzo a cui Bolaffi cede ora i francobolli al cliente”.

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