Investimenti, fondi Bei: Italia al primo posto in Europa tra i paesi beneficiari

In 10 anni, 100 miliardi. Padoan: "Investimenti pubblici leva per la crescita"

(Teleborsa) “Non mi stanco di ripetere che dobbiamo dedicare le nostre energie all’aumento degli investimenti per sostenere imprese e occupazione. I risultati della  BEI in Italia ci incoraggiano a insistere”. 

Così il ministro Carlo Padoan nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati 2017 in Italia della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), illustrati da Dario Scannapieco, vicepresidente Bei e presidente del Fondo europeo per gli investimenti.

Record di finanziamenti – Risultati che parlano da soli, come ha voluto sottolineare il ministro. Gli oltre 12 miliardi del 2017, infatti, rappresentano un vero e proprio record di finanziamenti in Italia del gruppo Banca europea degli investimenti (Bei e Fei). In aumento del 10% rispetto al 2016 e pari allo 0,7% del Pil. Il valore complessivo degli investimenti sostenuti è di 41,9 miliardi. Sono state 39.700 le Pmi coinvolte e 542.500 posti di lavoro sostenuti.

In 10 anni, 100 miliardi – Ma un dato, più di tutti, meglio fotografa la situazione: in particolare, nel decennio 2008-2017 hanno iniettato nuova finanza per 100 miliardi che hanno sostenuto investimenti del valore di oltre 270 miliardi.

Italia al primo posto in Europa tra i paesi beneficiari – Non solo record negativi, insomma. Ogni tanto anche un primato. Numeri che posizionano l‘Italia al “primo posto” in Europa tra i paesi beneficiari, ha sottolineato Scannapieco. In particolare, il sostegno della Bei ha interessato 119 operazioni in Italia per un totale di 12,3 miliardi di nuova finanza (+10% rispetto al 2016) pari allo 0,7% del reddito nazionale.

Leva per la crescita – Durante la presentazione Padoan ha sottolineato che “gli investimenti pubblici sono una potentissima leva a disposizione del Paese” per “sostenere imprese e occupazione”.

Che ha poi concluso facendo professione di ottimismo e stimolo per il futuro: “Io sono convinto, ma non vi dico il numero che ho in mente, che se la leva degli investimenti fosse pienamente utilizzata la nostra crescita, sia congiunturale sia strutturale, il suo potenziale, sarebbe molto più elevata”. 

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