Internet of Things, il futuro arriva dal presente: senza IoT le aziende italiane perdono 10% del fatturato

Lo rivela un'analisi condotta da WebRatio

(Teleborsa)Sfida e risorsa insieme, con grandissimi margini di crescita, la lista dei nuovi prodotti e servizi riuniti sotto il nome di “Internet of Things” (IoT) si sta allungando a una velocità sorprendente, pronti a conquistare una fetta sempre più ampia di mercato. 

Secondo l’ultimo report lanciato da Verizon che si intitola “Lo stato dell’arte: il mercato Internet of Things 2017”,  il 73% dei manager studia, o applica già, i sistemi IoT. Produzione, trasporti e utility sono i settori in cui si concentrano i maggiori investimenti, mentre assicurazioni e mercato consumer sono quelli in cui la spesa sta crescendo più velocemente. Con 8 miliardi e 400 mila oggetti connessi in uso nel 2017, il 31% in più rispetto al 2016, oltre a tecnologie di rete, tagli dei costi e pressioni legislative che spingono all’uso di queste soluzioni, i responsabili aziendali non solo sono molto attenti, ma sono sempre più coinvolti in questi temi.
Le 4 criticità dell’Internet of Things – Come sottolinea il report di Verizon, quando si parla più nello specifico di queste tecnologie, più del 50% dei responsabili delle aziende individua quattro criticità principali: standard, sicurezza, interoperabilità e costi.
Aziende italiane perdono 10% fatturato senza Iot – Eppure, come detto, i margini di crescita sono tantissimi anche in termini di fatturato.  Le aziende manifatturiere italiane fatturano ogni giorno il 10% in meno perché non utilizzano l’Internet delle Cose (IoT), rinunciando così anche ad offrire soluzioni “smart”, ovvero l’offerta di un servizio accanto all’oggetto.
Lo rivela un’analisi condotta da WebRatio, azienda leader mondiale nello sviluppo rapido di applicazioni web e mobile. Le informazioni che potrebbero essere messe in rete, con l’applicazione della tecnologia Iot agli oggetti e alle macchine, ammontano a 1,38 giga, ma vengono perse a causa del mancato utilizzo da parte delle imprese.
Grazie all’Internet of things – spiega Web Ratio – i prodotti finiti ad uso industriale possono essere facilmente connessi a internet e, in questo modo, le macchine diventano “parlanti”, cioè in grado di inviare informazioni utili, come il consumo energetico ed eventuali anomalie, a tutta la catena: dal produttore, all’utilizzatore e al manutentore. Le aziende manifatturiere potrebbero così offrire queste informazioni sotto forma di servizi, cosiddetti “smart”, basati sull’intelligenza “a bordo” delle macchine. Un servizio smart è, ad esempio, il sistema d’invio periodico dei livelli di temperatura nei frigoriferi presenti nei supermercati che semplifica il lavoro dei responsabili della corretta conservazione degli alimenti”.
Internet of Things, il futuro arriva dal presente: senza IoT le aziende italiane perdono 10% del fatturato
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