Inps, addio al bonus baby sitter per chi rinuncia al congedo parentale

Non è stata prorogata la norma che consentiva alle mamme di "scambiare" il congedo parentale con un bonus fino a 600 euro mensili per un massimo di sei mesi

Addio al bonus baby sitter. La legge di bilancio per il 2019 non ha prorogato la norma che consentiva alle mamme di “scambiare” il congedo parentale con un bonus fino a 600 euro mensili per un massimo di sei mesi (quelli previsti per il congedo parentale facoltativo) per pagare la baby sitter o l’asilo nido. Chi ha fatto domanda entro fine 2018, avrà tempo fino al 31 dicembre 2019 per sfruttare il bonus.

NIENTE PIU’ CONTRIBUTO DI 600 EURO – Come ricorda l’Inps sul suo sito, “il contributo baby sitting o asilo nido non è stato prorogato per il 2019”. Per questo motivo, a partire dal primo gennaio “non è più possibile presentare domanda per accedere a tale contributo”. Con questo bonus le neo-mamme potevano rinunciare al congedo parentale in cambio di un bonus fino a 600 euro al mese – per un massimo di sei mesi – per pagare la baby sitter o l’asilo nido per i loro figli.

COSA DEVONO FARE LE MAMME – L’Inps chiarisce cosa devono fare le madri che hanno presentato domanda entro il 31 dicembre 2018: in poche parole, consumare il loro bonus entro la fine del 2019. “Le madri beneficiarie potranno usufruire delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting entro il 31 dicembre 2019, con possibilità di dichiarare le stesse in procedura entro il 29 febbraio 2020 nell’apposita sezione del Libretto Famiglia”, dice l’Inps. Anche le domande che sono ancora in fase istruttoria dovranno rispettare la stessa scadenza; “In ogni caso – dice ancora il messaggio – non è possibile lo svolgimento delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting oltre la data del 31 dicembre 2019”.

E I RESIDUI NON FRUITI? –  Nel caso in cui, dopo il 31 dicembre, rimanessero residui di mesi interi di beneficio non fruito, questi saranno considerati “oggetto di rinuncia” e ci sarà quindi il ripristino dei corrispondenti mesi interi di congedo parentale: il beneficio è infatti divisibile solo per mesi. Si potrà insomma usufruire del congedo corrispondente al beneficio non fruito. Ma con conteggi ben stabiliti.

L’Inps riporta un esempio: “Nel caso di lavoratrice che abbia ottenuto un contributo baby-sitting di tre mesi (importo 1.800 euro) e abbia utilizzato il contributo, al 31 dicembre 2019, per un importo pari a 610 euro, si considera oggetto di rinuncia un solo mese, mentre gli altri due si considerano entrambi fruiti in ragione del superamento dell’importo di 600 euro, che determina l’impossibilità di frazionare il secondo mese di fruizione”.

CONTRIBUTO PER IL NIDO – Il contributo per far fronte agli oneri degli asili nido invece potrà essere fruito fino al 31 luglio 2019. Gli eventuali mesi interi di beneficio non fruiti entro il termine suddetto saranno considerati oggetto di rinuncia, con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi di congedo parentale.

 

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